Politica Capitanata

“Foggiani dietro le sbarre dei cassonetti”

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Foggiani dietro le sbarre dei cassonetti

Ci stanno propinando in pompa magna il grande piano dei cassonetti “intelligenti”: centinaia di nuovi feticci tecnologici pagati fior di milioni con i soldi dei contribuenti. Un’operazione di facciata che serve solo a una cosa: scaricare la colpa dei disservizi sui cittadini, dopo anni di totale incapacità nella gestione della raccolta rifiuti!

​La chiamano “transizione ecologica” e “rivoluzione digitale”, ma la verità è un’altra: siamo davanti all’ennesimo esperimento di controllo burocratico sulla pelle della gente comune.

​Ecco la gloriosa realtà che i foggiani stanno subendo in questi giorni nei quartieri della città:

UNA VERA E PROPRIA SCHEDATURA DI MASSA: Per aprire un maledetto bidone pretendono tessere elettroniche, codici e applicazioni per smartphone. Chi non ha dimestichezza, a partire dai nostri anziani e dai disabili, viene letteralmente tagliato fuori da un servizio essenziale. Lo Stato di polizia ecologica è servito, tra minacce di fototrappole e sanzioni. Non è civiltà, è tracciamento e schedatura della nostra vita quotidiana!

IL GIOCO DELLE DIMENSIONI E IL DISAGIO: I nuovi cassonetti hanno fessure così strette che i normali sacchetti di casa non entrano. Siamo arrivati al paradosso per cui il cittadino deve tagliare i propri rifiuti su misura per far piacere al software! Nel frattempo, intere postazioni storiche sono sparite: i foggiani ora devono fare le maratone per trovare il primo “marchingegno smart” disponibile, affrontando disagi quotidiani intollerabili.

IL SILENZIO E LA MANCATA COMUNICAZIONE: Zero informazione, zero spiegazioni reali alla cittadinanza. Hanno calato l’ennesimo diktat dall’alto senza degnarsi di comunicare. Hanno installato i bidoni blindati e sono spariti, lasciando la gente nel caos più totale.

​E la beffa atroce sapete qual è? Che mentre si spendono milioni per questa tecnologia inutile, i servizi base sono da terzo mondo. Cassonetti vecchi lasciati a marcire, puzza insopportabile, strade mai lavate e una raccolta differenziata che non decolla per colpa di una gestione che fa acqua da tutte le parti. Però la colpa, secondo i signori delle poltrone, sarebbe sempre della “mancanza di civiltà” dei foggiani. Ma come vi permettete?!

​Sveglia! Ci stanno vendendo come “futuro” una tecnologia fallimentare che in tantissime altre città hanno già dovuto abolire e rimuovere di corsa perché scomoda, inefficiente e spaventosamente dispendiosa per le casse pubbliche. Ma qui no, noi dobbiamo fare da cavie per i profitti e gli esperimenti di controllo altrui.

​Come Sovranisti per l’Italia e per le libertà lo diciamo chiaramente: noi difendiamo i cittadini contro le follie tecnocratiche imposte dall’alto. La pulizia di una città si fa con il lavoro, con lo spazzamento delle strade e con il rispetto dei residenti, non trasformando i quartieri in un laboratorio digitale a cielo aperto dove il cittadino paga una TARI astronomica per essere schedato e costretto a fare il dipendente non retribuito del servizio di raccolta.

​Giù le mani dalle nostre libertà, vogliamo il decoro con i fatti, non con le tessere magnetiche!

Segreterie regionale Puglia, provinciale e cittadinaFoggia

Sovranisti per l’Italia e per le libertà.

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