
A PROPOSITO DELLA FONTANA DELLO SCULTORE PISCITELLI
Dovete sapere, che ai primi di marzo del 1988, ebbe luogo una iniziativa a Manfredonia per il recupero della Fontana Piscitelli, l’opera bronzea rimossa nel 1967 da piazza Duomo (poi detta Giovanni XXIII), a seguito della realizzazione del falso architettonico che interessò la facciata della Cattedrale sipontina. Lo smantellamento dell’opera del Piscitelli fu conseguenza del rifacimento della piazza. E così, i pezzi finirono incustoditi nel recinto dell’Istituto Magistrale Statale, Istituto da me frequentato come studente.
La fontana di piazza Duomo è indissolubilmente legata al ricordo degli anni trenta di questa città. La si volle per dare un volto nuovo allo spazio antistante il Duomo rimasto a lungo dissestato e squallido. Nel 1935, per volontà di mio nonno, Podestà Comm. di Manfredonia Pietro SIMONE fu sistemata nella ridetta piazza. Il suo costo fu di 86.000 lire. Una grossa somma in quel tempo, una spesa sostenuta per abbellire il centro della Città. Nel considerarla come sagrato del duomo, la piazza era stata ai giorni dell’Arcivescovo, cardinale fra Vincenzo Maria ORSINI il primo cimitero di Manfredonia.
PODESTA’ COMM. PIETRO SIMONE
Il gruppo bronzeo si componeva di quattro statue: tre donne raffiguranti la pesca, la pastorizia e l’agricoltura, un trio atteggiato in un movimento di danza attorno ad un cesto gigantesco sorretto dal mitico Gargano, muscoloso ed aitante, E sul cesto c’erano tre putti che stringevano un fascio littorio, rimosso dopo la seconda guerra mondiale. Il complesso era situato in una grossa vasca circolare in marmo. Recuperate le parti superstiti tra non poche difficoltà, si conferì l’incarico ad uno scultore per il rifacimento dei pezzi rubati da i “soliti ignoti”. Si provvide quindi alla raccolta di fondi necessari, col rilascio per ricevute da privati, da cittadini, da alunni, di cartoline commemorative della Fontana da riparare e riportare in qualche piazza della Città. Ma c’è una curiosità a monte della realizzazione di questa Fontana che mi piace narrare, per far conoscere un po’ di storia a tanti manfredoniani. Mi è possibile farlo grazie ad alcune notizie ricevute, in un incontro occasionale, avvenuto pochi giorni fa, da mia cugina Maridele SIMONE, che è in possesso di tanti documenti di mio nonno, e tra questi ce ne uno che mi consentirà di ricostruire una questione realmente accaduta. Si tratta di una lettera dello scultore PISCITELLI, il quale aveva uno studio a Napoli, in Villa Palasciano Capodimonte, inviata a mio nonno, Podestà Pietro SIMONE, allora preoccupato, per evidenti interferenze ecclesiastiche, della raffigurazione scultoree dei bronzi dell’artista della ridetta Fontana. Lo scultore, tranquillizza mio nonno il Podestà, con questa lettera del 15 febbraio 1936, XIII dell’ E.F.: “Preg.mo Podestà Comm. Pietro SIMONE di Manfredonia. In risposta alla Sua ultima mi pregio farLe conoscere che Ella non deve preoccuparsi della fattura delle statue, che devono sole temere il giudizio della Sovraintendenza ai Monumenti delle Puglie, che è l’unico giudice competente l’autorità ecclesiale è nel cimitero che esercita il suo diritto di veto e approvazione. E poi L’assicuro, come vide già da quelle Fotografie che le diedi, che nelle statue femminili non vi è nulla di impudico. Di nudo non ci sono che le braccia, essendo lavoratrici aduste, per nulla voluttuose. Hanno tutte e tre sapore di campagnole lavoratrici, un po’ rude anche non sdìlinquite… le altre due statue sono molto di più panneggiate di quella che le faci vedere (il torso) alla quale proprio ora vado in fonderia ad apporre altre pieghe sulla cera che non è passata ancora in fusione. Le altre sono già in fusione.
Circa la figura maschile è apposto sul davanti e dietro una pelle caprina ed è al pari del Cristo nudo che è sull’altare. Le manderò domani (o verrò io per domenica) delle fotografie che feci prima di passare le statue alla fusione, ma non per farle approvare dall’autorità ecclesiastica, che l’intempestivo è fuori questione, ma per confermarLe che io sono più pudico di una autorità ecclesiastica”. E’ storia anche questa!
Chiusa questa piccola curiosità, concludo per dirvi che dopo la raccolta fondi, la Fontana Piscitelli, nonostante il restauro avvenuto già da tempo, non venne utilizzata per diversi anni poiché non trovava una giusta piazza per risistemarla. Solo nell’estate del 2004, quel monumento artistico è stato sistemato, nella nuova ubicazione, in Piazza Falcone e Borsellino (nei pressi del porto turistico e della chiesa di Sant’Andrea).
Cav. Michelarcangelo SIMONE


