Manfredonia: cinema e impegno sociale si fondono. Il cast del docufilm “L’Eterna Domanda” e l’associazione “Un Girasole per la Vita” incontrano gli studenti

Manfredonia, il cast del docufilm L’Eterna Domanda e l’associazione Un Girasole per la Vita incontrano gli studenti: riflessioni, testimonianze e dialogo sul senso della vita.
Si è svolto nella mattinata del 30 marzo, presso l’Auditorium Cristanziano Serricchio l’incontro rivolto alla comunità studentesca di Manfredonia, che ha unito cinema e impegno sociale. Al centro dell’evento la proiezione del documentario L’Eterna Domanda del giovane regista Domenico Rignanese e la presentazione della neonata associazione odv Un Girasole per la Vita, impegnata nella promozione della salute mentale e nella prevenzione al suicidio. All’incontro hanno partecipato alcune classi in rappresentanza dei diversi istituti scolastici della città di Manfredonia, accompagnate dai propri docenti.
All’ingresso degli studenti è stata consegnata loro la pergamena con il tema sul senso della vita di Mariarosa Lauriola, nel ricordo della quale è nata l’associazione. Caterina, madre della giovane, ha affidato nelle mani dei più giovani le parole della figlia, consegnandole come un dono.
Dopo la proiezione del mediometraggio, si è aperto un fecondo dibattito. Tra gli interventi, quello del regista Domenico Rignanese, del direttore della fotografia e del montaggio Pasquale Salcuni, del compositore delle musiche Luigi Pio Azzarone in arte Scar Lewis, autore di una colonna sonora intensa, capace di amplificare il valore espressivo delle immagini e restituire profondità al progetto audiovisivo, di Marilia la Torre, portavoce di una testimonianza unica; e infine, del poeta e produttore del documentario, Raffaele Niro che ha sottolineato come la storia di Mariarosa possa diventare un faro per chi si sente fragile, senza pelle.
Il dibattito si è arricchito grazie all’intervento del filosofo e docente Michele Illiceto, insegnante di Mariarosa e punto di riferimento di intere generazioni. Il docente ha ricordato Mariarosa come una ragazza capace di controbattere con passione, animata da un forte senso di giustizia e ha invitato i ragazzi a “cercarsi, trovarsi e darsi”, esortandoli a intraprendere un percorso autentico di conoscenza di sé e apertura all’altro.
Presente anche l’Assessora al Welfare e alla Cultura, Maria Teresa Valente, che ha sostenuto l’associazione Un Girasole per la Vita sin dalla sua fase embrionale e che insieme al sindaco, Domenico La Marca e al comune di Manfredonia ha reso possibile questo incontro. L’Assessora ha rivolto l’invito ai ragazzi a non lasciarsi ingannare dalle immagini patinate e dalla rappresentazioni idealizzate dai media e a coltivare la propria unicità.
A seguire, la presentazione dell’associazione Un Girasole per la Vita accompagnata dall’intervento della psicologa Daniela Brandini, che ha sottolineato l’importanza di affrontare il disagio mentale, pur essendo un tema scomodo. La dott.ssa Brandini ha inoltre evidenziato come i giovani stiano mostrando una crescente consapevolezza e capacità di chiedere aiuto.
A chiudere il dibattito è stato l’intervento di una docente e membro attivo dell’associazione, nonché parte del cast del docufilm. Il suo intervento si è rivolto direttamente agli studenti con un linguaggio vicino alla loro esperienza quotidiana. L’intervento ha posto al centro Mariarosa, inserita idealmente accanto a studenti e insegnanti, affinché le sue parole possano continuare a risuonare come un’eco. La docente ha esortato i ragazzi ad abitare le proprie domande, anche quelle più scomode, senza fretta di trovare risposte definitive, a scrostare certezze superficiali e abitudini, a guardarsi dentro e a misurarsi con le proprie paure. Il percorso di crescita è stato presentato come un divenire fluido, un processo continuo di trasformazione in cui ogni esperienza, ogni esitazione, ogni caduta contribuiscono alla costruzione di sé. Gli studenti sono stati invitati ad accogliere le proprie fragilità e a lasciar filtrare la luce dalle crepe, anche quando il buio sembra più profondo.
Il dialogo si è poi aperto agli studenti, che hanno preso la parola in prima persona. Tra gli interventi più toccanti, quello di Igor, un ragazzo ucraino, che ha riportato la propria esperienza durante guerra. Ha usato il verbo sopravvivere, una parola potente che custodisce in sé resilienza e memoria e ha aggiunto che guardarsi indietro permette di andare avanti con coraggio. Guardare ciò che si è già affrontato, per quanto doloroso, aiuta a trovare la forza necessaria per sognare un futuro diverso e nel suo futuro c’è il sogno di diventare un cuoco.
A chiudere l’incontro, una domanda semplice e immensa, posta da Renzo, uno studente del quarto anno dell’ I.I.S.S. Toniolo: “Cos’è la felicità?”. Una domanda senza risposta univoca, che non si lascia chiudere in definizioni, ma che chiede di essere abitata. Proprio in quella domanda finale, sospesa e condivisa si è raccolto il senso più profondo dell’incontro: non offrire certezze preconfezionate, ma aprire spazi di ricerca.
L’incontro è stato moderato da Alessandro Leone, che ha guidato con sensibilità e professionalità le riflessioni e gli interventi.
L’associazione Un Girasole per la Vita ringrazia tutto il team e in particolare Matteo D’Arienzo che con il suo impegno ha accompagnato l’organizzazione e la riuscita dell’evento.
Foto di Luigi Totaro






