Corona-Signorini, accolto parzialmente il reclamo dell’ex paparazzo: il tribunale ridefinisce i limiti della diffamazione

Nella lunga battaglia legale tra Fabrizio Corona e il giornalista Alfonso Signorini arriva una nuova decisione del tribunale di Milano: i giudici accolgono solo in parte il reclamo presentato dall’ex agente fotografico, chiarendo però meglio cosa rientra nella diffamazione e cosa invece nel diritto di cronaca.
Decisione del tribunale: accolto solo in parte il reclamo
Il collegio composto dai giudici Andrea Borrelli, Anna Bellesi e Serena Nicotra ha riesaminato il provvedimento d’urgenza emesso lo scorso gennaio. In quell’occasione a Corona era stato imposto di non pubblicare ulteriori contenuti ritenuti diffamatori nei confronti di Signorini, oltre alla rimozione del materiale già diffuso sul web e sui social.
Con la nuova decisione, il tribunale ha accolto parzialmente il reclamo dell’ex paparazzo, modificando alcuni aspetti della misura cautelare. In particolare è stato revocato quello che i giudici hanno definito un “sequestro atipico”, cioè non riconducibile né a un sequestro giudiziario né a uno conservativo.
Ridefinite le affermazioni considerate diffamatorie
La decisione non annulla completamente le restrizioni, ma chiarisce meglio i limiti. I giudici hanno infatti stabilito che alcune espressioni utilizzate da Corona nei confronti del conduttore sono da considerarsi lesive della reputazione, soprattutto quando si tratta di insulti diretti o accuse non verificate.
Tra le affermazioni ritenute diffamatorie rientrano in particolare le accuse di presunti ricatti sessuali legati all’ingresso di giovani nel mondo dello spettacolo, giudicate prive di una verifica diligente.
Resta il diritto di cronaca
Nonostante le limitazioni, il tribunale ha comunque riconosciuto che esiste il diritto di cronaca. Per questo la decisione non vieta in modo assoluto a Corona di parlare di Signorini, ma stabilisce che eventuali contenuti dovranno rispettare i limiti della correttezza giornalistica e della tutela della reputazione personale.
La vicenda resta quindi aperta e potrebbe avere ulteriori sviluppi nelle prossime settimane, soprattutto sul piano legale e mediatico


