Comics Manga Network: la defunta tv degli anime in Campania
Nella seconda metà degli anni 2000 Comics Manga Network portò su diversi canali campani una programmazione specializzata in anime.

Nel pieno fermento della televisione locale campana, tra tubi catodici e decoder digitali, arrivò un format che standardizzava la passione per l’animazione giapponese in un contenitore tematico vero e proprio. Non si trattava solo di “un altro” blocco pomeridiano di cartoni, ma di una proposta curata, che univa anime, fumetti, videogiochi e rubriche d’approfondimento: è questo il nucleo del progetto Comics Manga Network. Il programma fu trasmesso in syndication su reti come Telecapri, Napoli TV e Canale 8, in Campania, e divenne riferimento per un pubblico adolescente e giovane adulto interessato alla cultura pop orientale. Alla guida di questa iniziativa c’era Ciro Sapone, figura chiave del circuito televisivo regionale, che aveva intuito la richiesta del pubblico “otaku” ben prima dell’era attuale in cui il concetto di anime/manga è divenuto più mainstream. Anche se l’iniziativa non nasceva in Puglia, questo racconto vuole essere una piccola perla filologica sulla cultura giapponese in Italia, un frammento che fa parte della storia più ampia del fenomeno anime/manga nel nostro Paese. In quel contesto, ogni episodio trasmesso, ogni sigla italiana risuonata, ogni videocassetta o DVD uscita in edicola contribuiva a costruire un immaginario condiviso. Comics Manga Network non fu quindi solo “televisione”, ma momento di costruzione di comunità, di scoperta e di identità dell’appassionato. E con l’evoluzione verso il digitale terrestre e la nascita di un canale tematico nazionale, quell’esperienza campana si colloca come pietra d’angolo: il progetto successivo fu Neko TV, del quale Sapone fu fondatore e direttore artistico. È dunque con questo spirito nostalgico-romantico, che attraversa il tempo e celebra l’immaginario degli anni Duemila, che ripercorriamo il palinsesto, le serie trasmesse e le curiosità dietro le quinte.
La genesi, il palinsesto e le serie inedite
Tra il 2004 e, massimo, il 2010, il format Comics Manga Network trasmise su varie emittenti campane in syndication, proponendo titoli che non sempre avevano trovato spazio sulle grandi reti nazionali. Tra le serie ricordate dagli appassionati vi sono ad esempio Love Hina, Negima (la prima serie doppiata da Play Press), Soul Taker, Eat-Man, Lo Stregone Orphen (prima serie del 1998 già trasmessa su MTV), Fantasmi a scuola e Princess Tutù. Fu annunciata anche la messa in onda di Saiyuki, ma non sembrò mai approdare effettivamente nello show. Accanto a questa selezione figuravano anche tokusatsu come Goggle V e Machine Alien, che furono trasmessi (erano repliche in realtà) tra il 2004 e il 2006. Inoltre, Sapone ideò progetti mai arrivati su schermo: tra questi Strigis, un “majocco” italiano ambientato a Napoli, un fantasy intitolato Valerian cacciatore di draghi e una serie in cui le action figures dei wrestler della WWE combattevano contro un’invasione aliena. Pur non essendo facilmente rintracciabili online fonti ufficiali per queste ultime serie, esse circolano come leggende del circuito televisivo locale, testimonianza della fantasia “artigianale” che animava il progetto dietro le quinte. Sul sito AnimeClick, in un comunicato relativo a Neko TV, si legge: «Tutto ha avuto inizio nel 1995, con la presentazione ad Expocartoon del Progetto Comics Manga Network» e «Negli anni il progetto si è rafforzato… portando anche prime visioni sempre nel territorio campano». Il palinsesto era dunque costruito come una vetrina approfondita: animazione, rubriche editoriali, trailer videoludici, modellismo e fumetto. In un contesto regionale che già conosceva l’animazione giapponese, Comics Manga Network rappresentò un salto proponendo una programmazione tematica e curata. Il passaggio finale avvenne nel 2011, con la trasformazione del progetto in Neko TV, canale indipendente dedicato alla cultura orientale e all’immaginario fantastico, ma che capitolò a causa di numerose repliche (di programmi e cartoni) trasmesse in loop ogni giorno. Tornando al Comics Manga Network, il contesto televisivo locale consentì sperimentazioni che a livello nazionale avrebbero avuto tempi più lunghi: il pubblico campano poté godere di proposte che mescolavano nostalgie robotiche, humour romantico da shōnen e generi meno battuti. Nonostante le difficoltà di budget e copertura, la comunità degli appassionati rese l’appuntamento un rituale condiviso: accendere il televisore su Telecapri o Napoli TV e divenire parte di qualcosa di “diverso”. Concludendo, Comics Manga Network non può essere assolutamente considerato un capitolo marginale della televisione campana degli anni Duemila, ma un simbolo di come la cultura pop nipponica venne radicata anche in territori locali, con approccio specialistico. Il suo ideatore, Ciro Sapone, coniugò passione, visione e sperimentazione, fino a dar vita a Neko TV. Anche se l’esperienza fu limitata nel tempo e nel budget, oggi rimane un esempio di televisione di nicchia che ha saputo costruire identità e comunità.



