Manfredonia, signora cade per colpa di un coperchio arrugginito sul Lungomare

Manfredonia, Viale Miramare – ore 20.30.
Una signora cade sul lungomare, davanti allo stadio. Colpa sua? No. Colpa di un coperchio arrugginito e sporgente, lasciato lì come una trappola per topi. Risultato: ginocchia sbucciate, sangue e dolori.
La signora, con una dignità che commuove, dice: “È colpa mia, bisogna guardare dove si cammina”. Questa frase fa venire il magone. Una cittadina onesta che si auto-colpevolizza per non disturbare nessuno. Una grande donna. Una brava persona.
E dall’altra parte? Una città gestita da chi lascia ferraglia e ostacoli sul percorso delle famiglie che passeggiano. Altro che lungomare da cartolina: qui abbiamo il lungomare a ostacoli.
Ma i geni dell’urbanistica sipontina hanno pensato bene di arredare il viale con pezzi di ferro arrugginito, roba che neanche nei luna park dell’Est Europa. Un design che fa invidia persino a Renzo Piano, versione “sagra della ruggine”.
Questa è la fotografia di Manfredonia oggi:
• I cittadini? Brava gente.
• Le istituzioni? Sciatteria arrugginita.
E mentre si fanno multe, controlli, decreti, burocrazie, nessuno trova il tempo di mettere un cartello con scritto: “Attenzione, pericolo!”.
La verità è semplice: questa città merita meglio. Non merita ferraglia abbandonata. Non merita amministratori che fanno figure barbine e mettono a rischio la vita delle persone.
A cura di Manfredonia – Lo sguardo di Icaro