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“Progetto Cuore” contro le malattie Cardiovascolari

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In Italia i disturbi cardiovascolari sono responsabili del 44% di tutti i decessi, eppure la percezione collettiva di questo rischio resta spesso molto bassa. Sono ancora poche le persone che fanno analisi di routine e seguono le normali regole di prevenzione mirate a controllare i livelli di Colesterolo LDL, Colesterolo HDL, Trigliceridi e Indice di Rischio Cardiovascolare.

Il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, responsabile del “progetto cuore”, non hanno dubbi: per salvare molte vite è necessario diffondere il più possibile la cultura della prevenzione. E la prevenzione delle malattie cardiovascolari passa anche e soprattutto dalle nostre tavole, dove troppo spesso proliferano abitudini alimentari scorrette che rappresentano una vera e propria mina vagante per il nostro organismo.

Se poi a questo aggiungiamo uno stile di vita poco sano, in cui fumo, alcol e sedentarietà sono la regola, la situazione diventa davvero preoccupante.

Un’alimentazione troppo calorica e ricca di grassi di origine animale comporta infatti un aumento eccessivo dei livelli di colesterolo LDL, il colesterolo “cattivo” che rappresenta uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare.

Le lipoproteine LDL di questo tipo di colesterolo vanno poi ad accumularsi all’interno delle pareti delle arterie, provocando nel lungo periodo dei depositi di materiale grasso che ostacolano o peggio impediscono il passaggio del sangue.

Se il livello di colesterolo LDL supera i 60 milligrammi per decilitro di sangue, quindi, bisogna correre subito ai ripari.

Come? Con una terapia farmacologia, certo, ma anche con un Regime Alimentare Corretto. Le indicazioni dei medici sono chiare: la prima regola è quella di non abbondare troppo con le calorie, seguendo il consiglio di alzarsi da tavola ancora con un leggero appetito, e non completamente sazi.

In secondo luogo, bisogna privilegiare gli alimenti a basso contenuto calorico come la frutta e la verdura.

Gli ortaggi, infatti, oltre a essere cibi leggeri e quindi adatti a perdere peso sono anche salutari, perché contengono grassi di origine vegetale (il cosiddetto colesterolo “buono” o HDL) che hanno sui lipidi plasmatici un’azione più favorevole rispetto ai grassi saturi di origine animale. Inoltre, frutta e verdura sono ricchi di sostanze nutritive preziose per la salute come vitamine, minerali e fibre.

Per lo stesso motivo è consigliabile preferire l’olio d’oliva al burro, e pesce e carni bianche alla carne rossa. Il pesce, in particolare, contiene molti omega-3, acidi grassi che hanno un effetto protettivo sul sistema cardiovascolare, e per questo va consumato almeno 2 o 3 volte alla settimana.

L’alimentazione, insomma, è fondamentale per proteggerci da mali terribili e spesso mortali come infarto e ictus, e la sua importanza non va sottovalutata.

In particolare è importante sfatare la convinzione molto diffusa che siano prevalentemente gli uomini a essere esposti al rischio di queste malattie. Sé è vero che durante l’età fertile le donne sono più protette dal rischio cardiovascolare grazie agli ormoni femminili, infatti, è altrettanto vero che dopo i 50 anni il gentil sesso perde questa difesa, e intorno ai 70 anni si trova di fronte ad un rischio uguale se non superiore a quello degli uomini.

È proprio alle donne, da sempre più recettive nei confronti delle problematiche relative alla salute, che i cardiologi si sono rivolti con un accorato appello: «non pensate solo alla salute dei vostri mariti e dei vostri figli, ma anche alla vostra: mettete a Dieta il cuore per proteggervi dal rischio di malattie cardiovascolari».

La voglia di Dimagrire per piacere e per piacersi di più, tipica del sesso femminile ma sempre più sentita anche dagli uomini, può diventare lo stimolo giusto per mettere al sicuro la salute, abbracciando uno stile di vita più sano che fa di dieta e movimento le sue colonne portanti da sempre.

Andiamo adesso un po’ più nello specifico: I grassi “cattivi”, saturi e trans, sono i veri responsabili dell’incremento di rischio per alcune malattie. I grassi “buoni”, monoinsaturi e polinsaturi portano con sé una bassa incidenza di malattie. Di conseguenza una dieta dovrebbe mirare prima di tutto a sostituire i grassi cattivi con i grassi buoni e limitare gli acidi grassi trans.


Il Colesterolo totale presente nel sangue è sicuramente importante. L’espressione comunemente usata “Ho il colesterolo alto” non è però del tutto veritiera. Scopriamo perché:

Il colesterolo è, chimicamente, un lipide, ossia una sostanza organica naturale, animale o vegetale. I lipidi hanno consistenza untuosa, oleosa, viscosa, e, chimicamente, sono esteri di acidi grassi ad almeno dieci atomi di carbonio;

il colesterolo viene sia ingerito con la dieta, per circa un terzo, che sintetizzato dall’organismo, in particolare dal fegato, per i restanti due terzi.

Le lipoproteine, formate da trigliceridi, proteine, fosfolipidi e colesterolo hanno l’importantissima funzione di inserirsi nella membrana cellulare e di modularne la consistenza in modo tale da permettere il passaggio di alcune sostanze all’interno della cellula e di inibirlo ad altre.

Queste lipoproteine esistono ad alta densità o HDL (high density lipoprotein) o a bassa densità o LDL (low density lipoprotein).

Le LDL, a causa della insolubilità e della elevata adesività alle membrane biologiche, sono responsabili di un fenomeno noto come aterosclerosi, ossia la formazione di placche che riducono lo spazio dell’arteria per il flusso sanguigno, il che può provocare una serie di eventi patologici.

Per questi motivi l’HDL è conosciuto come colesterolo “buono” e l’LDL come colesterolo “cattivo”.

Sempre per questo motivo oltre a tenere sotto controllo i valori del colesterolo LDL bisogna controllare anche i valori dell’HDL, che non devono essere bassi. Soprattutto è fondamentale il rapporto tra Colesterolo Totale e Colesterolo HDL, che prende il nome di Indice di rischio Cardiovascolare, e che deve essere inferiore a 5 nell’uomo e a 4,5 nella donna.

La Vieste en Rose