
Cinquant’anni dopo i disastri ambientali del 1976, Manfredonia in visita a Seveso
Il 28 e il 29 ottobre, le storie di Manfredonia e Seveso sono tornate a incontrarsi, a cinquant’anni dai disastri ambientali che nel 1976 segnarono profondamente queste comunità. Al centro della visita, l’incontro pubblico Dopo la diossina dell’ICMESA, l’arsenico dell’ANIC-ENI su Manfredonia e il percorso di memoria del Bosco delle Querce.
Il 2026 non segna soltanto il cinquantesimo anniversario del disastro industriale di Manfredonia, ma anche quello dell’incidente dell’ICMESA di Meda, uno degli eventi più drammatici della storia industriale e ambientale italiana. Il 10 luglio 1976, nello stabilimento chimico dell’azienda, situato a Meda, nel territorio della vicina Seveso, un guasto durante un processo di lavorazione provocò la fuoriuscita di una nube tossica contenente TCDD, una delle forme più pericolose di diossina. La nube si disperse sui territori circostanti e contaminò un’ampia porzione della Brianza. Il disastro segnò la vita degli abitanti, tra paura per la salute e incertezza sulle conseguenze dell’esposizione. È da questa ferita rimasta aperta che nasce la visita che il 28 e il 29 ottobre ha portato una delegazione di Manfredonia a Meda e Seveso, a cinquant’anni dal disastro ambientale che segnò i rispettivi territori.
Dopo la diossina dell’ICMESA, l’arsenico dell’ANIC-ENI su Manfredonia
L’iniziativa nasce nel solco del confronto avviato il 26 settembre scorso a Manfredonia, in occasione del cinquantenario del disastro ANIC-Enichem. In quella circostanza, una delegazione di Seveso aveva raggiunto la città sipontina e aveva condiviso riflessioni e testimonianze con la comunità locale. Da quel primo incontro è maturata la volontà di proseguire il percorso di conoscenza e scambio reciproco tra i due territori, che ha trovato una nuova occasione di confronto nell’incontro pubblico Dopo la diossina dell’ICMESA, l’arsenico dell’ANIC-ENI su Manfredonia. Manfredonia è stata rappresentata dalla vicesindaca Cecilia Simone, dall’assessora all’Ambiente Maria Rita Valentino e dalla professoressa Rosa Porcu, in rappresentanza di Casa della Salute e dell’Ambiente e del Movimento Cittadino Donne. Alla presenza del sindaco di Meda Luca Santambrogio, il confronto ha raccolto i contributi di Alberto Colombo, ambientalista, Giulia Malavasi, autrice del libro Manfredonia. Storia di una catastrofe continuata, Maurizio Portaluri, in rappresentanza di Medicina Democratica Puglia, Lorenza Moretti, ricercatrice ed Emanuela Macelloni, sociologa.
L’iniziativa, promossa da Insieme per la Memoria e il Futuro del Bosco delle Querce e da Medicina Democratica, con il supporto di Legambiente – Circolo Laura Conti Seveso e patrocinata dalla Città di Meda e da Fondazione della Comunità Monza e Brianza, ha rappresentato una preziosa occasione per condividere esperienze, ricostruire passaggi storici e confrontarsi sulle questioni ambientali e sanitarie che hanno segnato i rispettivi territori.
La mattina del 29 ottobre, la delegazione ha visitato il Bosco delle Querce, un parco naturale realizzato tra Seveso e Meda nell’area maggiormente contaminata dalla nube di diossina nel 1976, dopo gli interventi di bonifica.





