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23 maggio, “Giornata della legalità”

23 maggio, Giornata della legalità.

23 maggio, Giornata della legalità.

Strage di Capaci: Giovanni Falcone, il 23 maggio 1992, veniva ucciso insieme alla moglie Francesca Morvillo, l’unica magistrato donna assassinata in Italia nella storia della Repubblica e agli agenti di scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

Il 23 maggio di ogni anno da 28 anni, non solo si alimenta la memoria di questi grandi uomini e di Paolo Borsellino e dei suoi agenti di scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Vito Schifani, Claudio Traina, trucidati 57 giorni dopo in via D’Amelio, ma anche l’impegno di  lotta alla mafia e alla legalità.

La lotta alla mafia è sempre più forte e testimonia una cittadinanza attiva del nostro Paese, soprattutto da parte dei giovani.

#PalermoChiamaItalia è l’iniziativa dedicata alla memoria delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio,  promossa dal Ministero dell’Istruzione insieme alla Fondazione Falcone in collaborazione con la Polizia di Stato, la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e con ‘Quarto Savona Quindici’. Si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Rientra tra le attività del percorso promosso annualmente dal Ministero dell’Istruzione per incoraggiare nelle scuole attività didattiche mirate alla cultura del rispetto e della legalità e per una cittadinanza attiva e responsabile.

La scuola italiana senza dubbio ricopre un ruolo fondamentale e centrale alla lotta alla mafia, da anni con la nave della legalità e altre iniziative combatte la criminalità, perché la lotta alla criminalità è anche una lotta culturale; a tale proposito abbiamo chiesto al dirigente dell’Istituto Comprensivo Don Milani1+Maiorano, prof. Domenico Zerella come la scuola  può contribuire quotidianamente, ma soprattutto in questo periodo in piena emergenza Covid19, alla lotta alla criminalità mafiosa.

“Quest’appuntamento che si rinnova ogni anno in questo giorno non vuole essere un’abitudine e dobbiamo ringraziare le migliaia di studenti e docenti che tengono vivo questo momento. La scuola ha, tra gli altri, il compito di spingere i nostri alunni a “saper stare al mondo”, interiorizzando quanto più possibile la capacità di presidio delle regole e del senso del limite. La quarantena forzata cui anche i nostri ragazzi si sono sottoposti ha offerto, seppur tra tante criticità, la possibilità di comprendere appieno e fino in fondo il valore del compimento del proprio dovere, in un panorama in cui l’assenza fisica del docente e dei compagni di classe avrebbe potuto invogliare al disimpegno e alla non partecipazione, alimentando così un atteggiamento “mafioso” e omertoso. E invece, gli alunni hanno compreso l’emergenza e, come piccoli ma consapevoli cittadini, hanno risposto responsabilmente. Come diceva Falcone, “contano le azioni, non le parole”; ecco, se dovessimo valutare la capacità di lotta alla criminalità mafiosa che la scuola può implementare, dovremmo considerare il comportamento dei nostri alunni come la migliore risposta. Borsellino diceva che “se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”: noi a scuola vogliamo che i nostri alunni nutrano sogni, non incubi.”.

#PalermoChiamaItalia,  lo slogan di quest’anno è “il mio balcone è una piazza”

Alle 17.58, ora in cui avvenne la strage di Capaci, avverrà la deposizione della corona di fiori in memoria degli agenti della Polizia di Stato. Saranno previste testimonianze, interventi istituzionali, immagini dei lenzuoli e degli striscioni appesi ai balconi dai cittadini italiani, che si stringeranno nel tradizionale momento del silenzio sotto l’Albero Falcone, un maestoso ficus magnolia, diventato simbolo della lotta alla Mafia, che si trova di fronte all’abitazione che fu del giudice a Palermo.

Vista l’impossibilità di organizzare cortei e raduni, gli studenti e i cittadini sono invitati quindi ad affacciarsi dai balconi di casa appendendo un lenzuolo bianco, striscioni o cantando l’Inno d’Italia, facendo sentire la presenza e l’unità in varie forme, esprimendo un pensiero di gratitudine a chi, nella lotta alla mafia, o nella dura battaglia contro la pandemia, ha fatto la propria parte.

#23maggio2020
#PalermochiamaItalia
#ilcoraggiodiognigiorno
#ilmiobalconeèunapiazza

Redazione

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