Fede

17 settembre: anniversario stimmate di San Francesco

Manfredonia – DOMANI 17 di settembre è la ricorrenza delle stimmate di San Francesco, avvenute sul Monte della Verna sopra al paesino di Chiusi nel pieno centro del Casentino, nel 1224.

L’antica storia di San Francesco è importante per l’umanità intera per il suo stile unico di vita da portare esempio al mondo. Due anni dopo le stimmate, nel 1226 san Francesco morì tra la solitudine e la malattia ,dove si rifugiò in un silenzio tutto suo. Rammento quando scrisse l’originale cantico di Fratello Sole, uno dei primi testi poetici e musicato con il canticchiare dalle sue labbra, mentre era spossato dalla fatica ma commosso dalla tenerezza col suo gesto della mano tesa verso il cielo più cupo, in una notte di sofferenza e di preghiera.

La sua poesia più grande, composta in forma di lauda: sarebbe da intonazione popolare. Scrisse questo testo che io ritengo un vero capolavoro di genuinità e di esemplarità, con un’unica straordinarietà da far allargare il cuore a meraviglia, come un volo infinito sulla vita, intorno a tutto ciò che ci circonda: il mondo.

San Francesco il frate che chiamava tutti fratelli, esseri del creato perché come uomo, lui, il frate d’Assisi, stimmatizzato visse fino agli ultimi giorni della sua vita strascicando il suo corpo ossuto e malato. Ma non bisogna dimenticare quando fu importante per il Francescano soprattutto Monte Casale del comune di Sansepolcro dove visse per molti anni cibandosi e dormendo in un letto di pietra coperto da una tela; in questo luogo accaddero molti miracoli, ci fu anche la conversione dei tre ladroni diventati in seguito frati e seguaci dell’ordine francescano.

Mette in evidenza l’acqua come elemento molto utile, umile preziosa e pura, poi invita a sostenere infermità e tribolazioni e pronuncia parole come:- Beati quelli che la sosterranno in pace. Fratello sole è il testo più antico della letteratura italiana che si conosca, ne è autore Francesco. A questo punto oserei dire che è anche il primo cantautore della storia, con le sue musiche che venivano dal cuore e salivano al suo vero strumento musicale ch’era la voce.

Secondo una tradizione, la sua stesura e composizione pare sia stata in tre momenti diversi. Da tutto ciò deriva il senso di fratellanza fra uomo e tutto quello che è distanza. Mi permetto di scrivere con queste parole la storia della fortuna letteraria del Cantico: il primo documento letterario scritto in lingua volgare umbra.

Per concludere, è al sole che è dedicata maggior attenzione, anche perché porta in modo particolare il significato di Dio, seguendo i suoi passi attraverso gli occhi degli arbusti più folti e più alti di lecci. Oggi come per miracolo ritorna tutto come al tempo del “Santo”. Grazie, Fra Francesco.

Di Claudio Castriotta 

Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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