Attualità Capitanata

16mila giovani sono andati via negli ultimi 20 anni da Manfredonia. Nel 2070 popolazione di 30mila persone

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In questi anni si è parlato molto dello spopolamento del Mezzogiorno. Tanti giovani, tanti talenti e tanti cervelli sono, come oramai è consueto definire nel dibattito pubblico, in fuga. Dal Sud, soprattutto. Oramai in direzione estera, più che al Nord del Paese. Qualche giorno fa, sulle pagine del Quotidiano l’Attacco, l’economista di impresa sipontino Nicola Di Bari, autore di numerose pubblicazioni sull’economia del territorio, ha parlato dei giovani che negli anni hanno detto addio alla nostra amata Manfredonia (con o senza rimpianti) come titolava il quotidiano. 

Il ragionamento di Di Bari, che si basa sui dati Istat, è molto interessante perché mostra una popolazione sempre più vecchia e una fuga di giovani sempre più intensa. Da Manfredonia, nell’ultimo ventennio, sono andati via ben 16.207 giovani, in media 810 all’anno. “La città – scrive nella sua analisi l’economista – ha esportato la migliore gioventù e ha importato anziani e stranieri, peggiorando notevolmente l’età media della popolazione. L’ingresso di stranieri di età molto giovane ha evitato che il dato fosse ancora peggiore”. L’invecchiamento della popolazione è dipeso dal calo delle nascite, da quello dei matrimonio e dalla stessa emigrazione di massa dei giovani. 

In un Sud che troppo spesso ha dimenticato le potenzialità dei suoi giovani, costretti ad abbandonare la propria terra per proseguire gli studi e per realizzarsi professionalmente altrove, l’emigrazione dei giovani equivale all’estinzione di alcuni paesi. Manfredonia, prospetta Di Bari, se non cambia rotta su questo tema arriverà nel 2070 ad avere una comunità con meno di 30mila abitanti, soprattutto anziani. Cambiare rotta, però, si può. “Le condizioni favorevoli per invertire la catastrofica traiettoria in corso ci sono tutte, serve da un lato un clima sociale favorevole (senso di appartenenza), determinazione e convinzione senza precedenti, dall’altro un capitale sociale e umano all’altezza della sfida epocale. I primi sono da ritrovare dentro ciascuno di noi i secondi vanno ricercati”, conclude la sua ricerca Di Bari sul Quotidiano l’Attacco.

Le principali problematiche che favoriscono questo fenomeno sono quelle che affliggono non solo Manfredonia, ma l’intero territorio di Capitanata. La mancanza di lavoro, determinata anche dall’aridità di un territorio sequestrato dagli affari della criminalità organizzata, è la principale problematica. Tanti, infatti, dopo gli studi universitari non ritornano più perché le competenze acquisite non sono spendibili oppure non sono valorizzabili nel loro territorio di provenienza. 16mila giovani che sono andati via, però, sono 16mila talenti, cervelli e idee che abbiamo perso. Un patrimonio inestimabile di capitale umano che avrebbe potuto determinare e modificare il futuro della città. 

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