11 Settembre 2001: a Manfredonia la paura per due concittadini impiegati nelle Twin Towers

Chi era in procinto di riposarsi un po’ dopo il pranzo, chi era sul divano davanti la tv, chi si stava recando al lavoro e chi, come una mia cara compagna di scuola, aveva le valigie pronte per partire il giorno seguente per la tanto desiderata luna di miele a New York, con giro turistico sulle torri, e che ancora oggi con sconcerto racconta di quel viaggio annullato in fretta e furia e mai più fatto. Tutti ricordiamo con la massima precisione dove fossimo e cosa stessimo facendo quell’11 settembre 2001, mentre le Torri gemelle di New York cadevano giù.

A Manfredonia il clamore suscitato da quella terribile tragedia si alimentò di un ulteriore tassello: in città cominciò a serpeggiare la voce, sempre più insistente, che nelle Twin Towers vi fossero anche due nostri concittadini. Con i loro 110 piani, le Torri Gemelle, collocate nel centro del World Trade Center, il quartiere degli affari della Grande Mela, ospitavano centinaia di uffici commerciali, bancari e governativi, ma anche alberghi, ristoranti e negozi. Vi lavorano oltre 50mila persone, non solo americane, ma provenienti da tutto il mondo.

La notizia che tenne Manfredonia col fiato sospeso giunse anche alla redazione del quotidiano on line ManfredoniaNet, di cui ero direttore. Riporto a seguire un mio articolo di allora.

“11 settembre 2001. Questa data rimarrà nella storia. L’attacco agli Stati Uniti ha scosso le coscienze di tutto il mondo: incalcolabile il numero di vite umane spezzate…, impossibile descrivere i momenti di terrore vissuti dal popolo americano, ma anche da chi, in ogni angolo della Terra, assisteva con impotenza alle raccapriccianti immagini in TV.
Tra i vari comunicati giunti a singhiozzo in queste ore, anche quello, non ufficializzato, che al momento della tragedia in una delle due torri si trovassero per lavoro due ragazzi di Manfredonia.
Essendo una notizia da prendere con le dovute precauzioni, non possiamo per il momento rivelare i nomi dei due nostri concittadini. Di loro possiamo solo dire che sono fratelli e che lavorano per una ditta di sistemi informatici, la cui sede americana era proprio all’interno di una delle Twin Towers.
Speriamo che tale notizia pervenuta alla nostra redazione venga confutata. Certo è che, al di là della cittadinanza delle vittime, quella accaduta in America resta una tragedia immane”.

Fortunatamente quella notizia non fu confermata, ma seppur tirammo tutti un sospiro di sollievo per i nostri concittadini che il destino aiutò a scampare da quell’immane tragedia, fummo tutti vicini alla più grande potenza del mondo così incredibilmente ferita e piegata nel suo dolore. Quel giorno ci sentimmo tutti americani.

Diciotto anni dopo restiamo ancora attoniti per quelle strazianti immagini che segnarono indelebilmente i nostri ricordi e la storia contemporanea.

Maria Teresa Valente




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