Storia

“Un’ombra materializzarsi di fianco a mio padre per poi scomparire sul porto”

Manfredonia – IL cielo guardava mio padre, dal suo carro luminoso di stelle marine. Come tutte le notti ;  si dirigeva verso il porto; in una piccola luce – che gli faceva strada per andare  a pescare. Portava nella mano un tovagliolo di stoffa a quadroni, con un pezzo di pane e del companatico. L’aria era stizzosa, di quasi fine Marzo, il calendario stava per lasciare spazio al nuovo mese di Aprile , quando il cielo mi tolse la sua immagine e scomparve dietro la curva. Così ritornai a letto, e mi avvolsi al silenzio del buio e caddi tra le carezze ,di quel mare rumoroso che mi cullò … fino a portarmi in un battito di respiro a un sonno profondo.

All’improvviso riprese il suo racconto: dopo la curva ,vidi arrivare all’improvviso un signore ,dall’alto dell’altra strada – che mi chiese una sigaretta, gliela offrì, presi una anche per me, poi con una scatola di cerini accesi la sua e la mia; mentre dialogava con domande e risposte di cose paesane, ma un po’ particolari, fumavamo con le ombre sotto la rigida luna ,che se ne stava appoggiata su dei mezzi guanti a nuvola.

Il signore non mi voleva lasciare,quando mi disseTi accompagno, facciamo ancora un piccolo tratto di strada insieme poi ti lascio andare, e così che accettai, entrati nel porto – ci avvicinammo verso lo scalo dell’ormeggio, quel signore iniziò a seguirmi di fianco indietro di un solo passo, quando di scatto mi girai per salutarlo e disfarmi di lui visto che ero quasi arrivato,ma per mia grande sorpresa quel personaggio sparì nel nulla da dove era ricomparso.

Spaventato bevvi dei sorsi d’acqua ,che avevo in quel tovagliolo, respirai per un attimo e mi recai alla barca come nulla fosse successo, dopo 15 minuti con la mia l’imbarcazione iniziai a tagliare l’acqua lucente e brunastra.

Quella notte del cielo di quella strada di mare dell’altra vita, aveva alzato il vento, mentre con la barca andavo oltre una luce stesa a raggio di bicicletta, respirando la grande anima del mio amato Golfo.

 di Claudio Castriotta 

Redazione

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