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Sempre più giovani non studiano e non lavorano: in Puglia il 23% dei NEET

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L’Eurispes dal 1982 racconta l’Italia che verrà. L’ha fatto anche nell’ultimo rapporto dell’istituto di ricerca, concentrato maggiormente sulle difficoltà e sulle prospettive del Paese dopo l’emergenza Covid-19. Un dato conosciuto che continua ancora a interrogare è quello che riguarda le giovani generazioni. Colpite in maniera significativa in questi ultimi due anni, fra didattica a distanza e smart working, i più giovani sono quelli che porteranno con sé maggiormente le ferite di questi ultimi mesi. 

Come racconta l’Eurispes, il dato delle persone che non cercano lavoro e non studiano, dunque i Neet, sono in costante aumento. La pandemia, dunque, ha fatto lievitare questo dato che, in Italia, è stato sempre crescente nell’ultimo decennio. Nel 2020 l’Italia era il Paese in cui c’erano più neet rispetto agli altri Stati dell’UE. Con il 25.1% apriva una classifica che proseguiva con la Grecia (21%), la Bulgaria (19%) e la Spagna (18.6%). 

Ci sono, dunque, più di 8,6 milioni di persone in questa condizione, soprattutto donne. Questa situazione si aggrava di più se si leggono i dati del Mezzogiorno. Il Sud del nostro Paese, continuamento colpito da un’emigrazione di massa delle giovani menti più brillanti, si conferma come la parte di Paese in cui vivono i Neet. Questi dati sono capitanati dalla Sicilia (30.3%), Calabria (28.4%), Campania (27.3%), Puglia (23.6%), Sardegna (21.8%) e Molise (20.3%). 

Questi dati sconfortanti si uniscono alle parole contraddittorie e molto contestate sulla capacità di comprensione e studio dei giovani italiani. Secondo il presidente di Save The Children, Claudio Tesauro, il 51% dei quindicenni in Italia non sarebbe in grado di capire un testo scritto. “La dispersione scolastica implicita è una parola difficile che vuol dire una cosa semplice: l’incapacità per un ragazzo di leggere un testo scritto e di capirlo, o di fare un semplice esercizio di matematica”.

Dati allarmanti che dovrebbero portare la politica a interrogarsi sulle carenze e sulle possibilità che i giovani non riescono e, forse per pigrizia o disillusione, non vogliono più conquistare. 

Matteo Gentile
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