San Severo

“Se vuoi raccogliere devi pagare”: due persone arrestate dai Carabinieri di San Severo con l’accusa di estorsione

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“Se vuoi raccogliere devi pagare”: due persone arrestate dai Carabinieri di San Severo con l’accusa di estorsione

Nella mattinata odierna, i Carabinieri della Compagnia di San Severo (FG) hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Foggia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due persone – un uomo e una donna di 61 e 27 anni, entrambi sanseveresi – gravemente indiziate, a vario titolo ed in concorso tra loro, dei reati di estorsione e tentata estorsione.

Il provvedimento cautelare costituisce l’esito di un’articolata attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia e condotta dalla Sezione Operativa di San Severo, avviata a seguito della denuncia presentata da un imprenditore agricolo del posto, il quale ha denunciato ai militari di essere vittima, sin dal 2014, di reiterate richieste di denaro connesse alla possibilità di disporre liberamente dei propri fondi agricoli.

Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, le pretese economiche sarebbero iniziate poco dopo l’acquisto dei terreni da parte dell’imprenditore e, almeno inizialmente, sarebbero state presentate da uno degli indagati come somme “normali” da corrispondere per stare tranquillo. Il denunciante, tuttavia, avrebbe attribuito sin da subito a tali richieste un significato ben diverso, percependole come serie e intimidatorie e ritenendo che il mancato pagamento potesse comportare problemi nell’accesso alle proprietà o conseguenze negative per le coltivazioni. Proprio per tale ragione, secondo il racconto reso ai Carabinieri, l’imprenditore avrebbe deciso per anni di assecondare le richieste, corrispondendo periodicamente le somme pretese con l’obiettivo di evitare contrasti, ostacoli alla propria attività lavorativa o possibili danneggiamenti ai terreni.

Nello scorso mese di aprile 2026, tuttavia, le richieste sarebbero divenute più gravose, raggiungendo importi considerevolmente superiori. Infatti, a fronte di ulteriori pretese economiche correlateall’estensione e alla tipologia delle coltivazioni praticate, la vittima avrebbe infine deciso di non pagare più e di rivolgersi ai Carabinieri, raccontando ciò che si protraeva ormai da oltre un decennio.

L’attività investigativa ha consentito di acquisire plurimi elementi di riscontro alle dichiarazioni della persona offesa, ricostruendo il contesto nel quale sarebbero maturate le richieste di denaro e il loro collegamento con la possibilità di accedere ai fondi agricoli e di svolgere liberamente l’attività lavorativa. Gli elementi raccolti hanno inoltre consentito di ricostruire il ruolo dei due indagati nelle condotte contestate, nonché di documentare una successione di episodi protrattasi nel tempo, sino alle più recenti richieste che avrebbero determinato la persona offesa a rivolgersi alle Forze dell’ordine.

All’esito delle formalità di rito, l’uomo è stato condotto presso la Casa Circondariale di Foggia in regime di custodia cautelare in carcere, mentre la donna è stata sottoposta agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli indagati, la cui posizione è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, non possono essere considerati colpevoli fino alla eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna.