Scomparsa Paolo Adinolfi: si scava alla Casa del Jazz
A Roma, sotto la Casa del Jazz sono in corso scavi in un tunnel: si ipotizza la presenza del corpo del giudice Paolo Adinolfi.

L’atmosfera sospesa che avvolge la Casa del Jazz non è più quella dei concerti all’aperto e delle serate culturali. Da giorni, nel cuore di Villa Osio, gli operatori scavano con cautela intorno a un tunnel sotterraneo sigillato negli anni Novanta. La struttura, un tempo appartenuta a Enrico Nicoletti, figura centrale della Banda della Magliana, ha attirato le attenzioni della Prefettura dopo l’individuazione di anomalie nel terreno tramite georadar. L’ipotesi che quel passaggio possa celare resti o tracce riconducibili alla scomparsa del magistrato Paolo Adinolfi, scomparso nel 1994, ha riaperto una pagina dolorosa e mai chiarita della cronaca romana. Il passato criminale legato alla villa riemerge con forza, spingendo le autorità a un’indagine silenziosa ma determinata.
Il tunnel e un mistero lungo trent’anni
Le operazioni di riscoperta della galleria sotterranea procedono con interventi mirati: tecnici, forze dell’ordine, cani molecolari e squadre specializzate stanno lavorando per mappare ogni centimetro di quella struttura rimasta chiusa per oltre trent’anni. Il punto di partenza è la scomparsa di Paolo Adinolfi, magistrato della Corte d’Appello di Roma, svanito nel nulla dopo essere uscito di casa il 2 luglio 1994. Da allora, nessuna certezza, solo piste interrotte, ipotesi mai confermate e un alone di inquietudine che non si è mai dissipato. Secondo quanto riportato da RaiNews, la Prefettura ha autorizzato gli scavi per “necessità di verifica” dopo gli elementi tecnici raccolti nei mesi scorsi.
La possibilità che il corpo del giudice possa trovarsi in quell’area resta un’ipotesi, ma sufficiente per aprire un’operazione tanto delicata. Allo stesso tempo, il contesto storico della villa — sequestrata alla Banda della Magliana e oggi simbolo di rinascita culturale — continua a suggerire che lì sotto possa esserci molto più di un semplice locale interrato. Vecchi residenti, testimonianze e atti giudiziari raccontano di cantine, botole, passaggi riservati e zone non documentate. Una presunta geografia nascosta che potrebbe tornare alla luce.
Le ricerche non puntano soltanto alla presenza di eventuali resti umani. Gli inquirenti non escludono di imbattersi in materiali compromettenti dell’epoca, come documenti, oggetti o elementi utili ad altre indagini rimaste sospese. La memoria della città sembra riaprirsi insieme alla terra, riportando Roma alla sua dimensione più cupa e affascinante, fatta di segreti, poteri incrociati e misteri irrisolti.
Per ora, gli scavi proseguono nel massimo riserbo, con l’invito delle autorità alla prudenza e al rispetto. Ma se quel tunnel dovesse davvero custodire la verità sulla fine del giudice Adinolfi, il lavoro sotto la Casa del Jazz segnerebbe uno dei passaggi più importanti nella ricerca di giustizia per una vicenda rimasta nell’ombra per troppo tempo. E la Capitale, ancora una volta, si ritroverebbe a fare i conti con i fantasmi del suo passato.
