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Roberto Zandri: un’ala sinistra d’altri tempi

Roberto Zandri ci ha lasciato oggi, è stato uno dei migliori calciatori approdati a Manfredonia. La sua presenza in riva al golfo, fu un fatto molto casuale, perché un suo amico, il marchigiano Franco Conti, lo notò a San Benedetto del Tronto e lo convinse a giocare nel Manfredonia. Nella città sipontina incontrò la donna della sua vita, Egidia De Salvia, e così non si allontanò più dai colori biancoazzurri e dalla riva del golfo.


Ma la sua storia calcistica nasce ad Ancona, il paese natale, sotto la guida di un presidente ambizioso e tutto calcio come Vincenzo Discoli.


La scalata granata di Piano San Lazzaro, arriva al suo apice nel 1953-54, quando approda in 1ª Divisione, ai danni della Fortitudo Fabriano, e l’anno successivo (1954-55), la squadra delle meraviglie conquistò la Promozione ai danni della Falconarese, con in squadra un talento su tutti, il “Sivori” anconetano ovvero Roberto Zandri, fenomeno l7enne mancino capace di guidare, pur così giovane, i pianaroli alla vittoria contro le più blasonate formazioni marchigiane. Grazie alle sue magie il Piano conquistò al primo anno di Promozione (attuale serie C2) un fantastico 5° posto. E’ il campionato che consacra la società pianarola ai massimi livelli del calcio regionale, e due cose diventano leggenda: la prima “i leoni granata” perché è una squadra dei ragazzi anconetani tutta classe, cuore e grinta; la seconda “la leggenda del campo di Piazza d’Armi”, vero incubo per le squadre avversarie e tifosi che vi fanno ingresso.


Roberto “Sivori” Zandri, passa, all’età di 17 anni, alla Spal in serie A, alla cifra stratosferica per l’epoca di circa 3,5 milioni di lire. E’ uno dei due acquisti fatti dal club ferrarese, assieme ad un certo Fabio Capello; e chi lo conosceva bene dice che Capello non valeva che una scarpetta del grande Zandri, ma purtroppo si fermò per problemi fisici e per un brutto infortunio ad un ginocchio. Così Zandri ebbe un anno di pausa, ,a si riprese subito e fece grandi negli anni ‘60 squadre di serie B e C, come il Rimini, il Latina, la Sambenedettese.


L’arrivo a Manfredonia avviene nell’estate del 1967, grazie a Franco Conti che lo segnala al Presidente Saverio Petrangelo, insieme a Maurizio Spocchi e Gabriele Scappi, atleti provenienti dal Parma e dalla SPAL.


Ci disse Roberto Zandri: ” quando venni per la prima volta al Miramare, mi sembrava di giocare in un campionato parrocchiale perché non avevo mai visto uno stadio del genere. Poi mi abituai e trovai un ambiente bellissimo tant’è che sono rimasto a Manfredonia. Noi avevamo un squadra fortissima, che non aveva rivali. Purtroppo c’era una cronica mancanza di fondi“.


Una delle sue più belle partite di Zandri è stata contro il Novoli, una formazione che vedeva nella rosa, calciatori di rango: ” quella fu una gara in cui giocai benissimo facendo due reti. Loro rimasero sorpresi dal gioco del Manfredonia e così vincemmo con gol reti di scarto. In quel periodo c’era molto seguito attorno alla squadra. Uno dei nostri maggiori tifosi era Don Andrea, il quale non perdeva un incontro sia in casa che fuori. Eravamo così amici che poi ha celebrato le mie nozze con mia moglie Egidia“.


L’ultimo ricordo di Zandri quando lo intervistammo fu per Giampaolo Mazza, il grande presidente della Spal: ” era un uomo eccezionale ed aveva un ottimo fiuto per gli affari e ci sapeva fare con il football. E’ stato uno dei grandi del calcio italiano, ha lanciato tantissimi calciatori quali Bigon, Reja, Capello, Del Neri, Cipollini e tanti altri“.


Il Manfredonia deve molto a Roberto Zandri, e noi lo vogliamo ricordarlo proprio con le sue parole, quelle di vero appassionato di football.

Redazione

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