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Robert Downey Jr: da Iron Man agli Oscar

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Esistono pochi attori in grado di creare un legame potentissimo con il proprio pubblico, Robert Downey Jr. è uno di questi. Dall’inizio della sua carriera nel cinema, ai primi successi fino alla gioventù travagliata per poi rinascere dalle ceneri: Robert Downey Jr. incarna alla perfezione il sogno americano, la tenacia e la passione che muovono Hollywood e il cinema da sempre. Ripercorriamo insieme la storia della sua carriera: dagli albori fino alla saga di Iron Man, per concludere con la vittoria agli Oscar 2024.

Esistono pochi attori in grado di creare un legame potentissimo con il proprio pubblico, Robert Downey Jr. è uno di questi. Dall’inizio della sua carriera nel cinema, ai primi successi fino alla gioventù travagliata per poi rinascere dalle ceneri: Robert Downey Jr. incarna alla perfezione il sogno americano, la tenacia e la passione che muovono Hollywood e il cinema da sempre. Ripercorriamo insieme la storia della sua carriera: dagli albori fino alla saga di Iron Man, per concludere con la vittoria agli Oscar 2024

Inizio carriera 

Figlio del rinomato regista Robert Downey Sr., Robert Downey Jr. fa il suo debutto sul grande schermo a soli cinque anni, nel 1970, con una partecipazione nel film Pound. Nel corso degli anni ’80, Downey Jr. appare in diversi film adolescenziali, consolidando la sua presenza nel mondo del cinema. Nel 1987, l’attore interpreta Julian Wells, un giovane ricco tossicodipendente che perde rapidamente il controllo della propria vita, nel film Al di là di tutti i limiti, basato sul primo romanzo di Bret Easton EllisMeno di zero. La sua performance viene acclamata dalla critica e gli apre le porte per ruoli in film come Uno strano caso, diretto da Emile Ardolino, Air America, in cui recita accanto all’amico e collega Mel Gibson, e Bolle di sapone nel 1991. Tuttavia, è  il ruolo da protagonista nel biopic del 1992 Charlot, in cui interpreta il leggendario Charlie Chaplin, che segna un punto di svolta nella sua carriera. Questa interpretazione gli fa guadagnare una nomination agli Oscar, anche se il premio non arriva, in parte a causa della concorrenza di un formidabile Al Pacino per il suo ruolo in Profumo di Donna.

Le dipendenze: problemi di alcol e droga

Nonostante un brillante inizio, tra il 1996 e il 2001 Robert sviluppa una dipendenza da alcol e droghe che fermano bruscamente la sua corsa per il successo. Viene arrestato diverse volte, sia per possesso di cocaina che per altre sostanze. L’attore si ritrova incosciente e in stato confusionale in numerose occasioni, fino ad arrivare al punto in cui, dopo le molteplici violazioni commesse, il tribunale lo condanna a tre anni di prigione a Corcoran, California, nel periodo esatto in cui sta per uscire il suo ultimo film, Black and White. Rimane in carcere un anno, fino a quando un giudice decide che la sua condotta gli permette di uscire e tornare alla normalità. Mentre è in prigione, Robert rilascia una famosa intervista a Vanity Fair in cui racconta la sua permanenza nei minimi dettagli. I suoi problemi però sono tutt’altro che finiti: nonostante l’uscita anticipata, Robert ripiomba nel buco nero della dipendenza e i piccoli passi avanti che sembrava aver fatto vengono spazzati via. Sembra dunque impossibile per l’attore rialzarsi e far decollare di nuovo la sua carriera, ma le sorprese sono dietro l’angolo. 

La rinascita 

Robert Downey Jr. con la sua performance nella sitcom Ally McBeal riesce a tornare in pista. L’attore riceve in quel periodo anche molto supporto dall’amico Mel Gibson che paga per lui l’assicurazione necessaria per lavorare ad Hollywood, garantendogli così di poter continuare a recitare, visto che nessuna compagnia assicurativa voleva fare affari con lui. Il 2008 si rivelerà l’anno della rinascita per l’attore: Ben Stiller, amico di lunga data, gli offrirà un ruolo nella sua commedia Tropic Thunder e il regista Jon Favreau gli proporrà il ruolo che cambierà per sempre la sua carriera e lo consacrerà come leggenda: Iron Man. Il Tony Stark di Downey Jr. è infatti un personaggio ricco di sfumature e ironia che cattura fin da subito il pubblico e lo lancia verso nuovi orizzonti. La saga Marvel ha fatto breccia nei cuori di milioni di fan e proprio per questo motivo, dopo quello che sembrava il capitolo finale della saga per Iron Man, ovvero Avengers: End Game, Robert Downey Jr. potrebbe tornare presto a indossare l’armatura per un nuovo progetto targato MCU. 

L’amore del pubblico 

Nonostante il suo passato burrascoso, Robert Downey Jr. è riuscito a guadagnare l’amore del pubblico a livello mondiale. Il merito è sicuramente del suo ruolo nella saga di Iron Man, interpretando un favoloso Tony Stark. Abbiamo infatti visto come questo film abbia ridato luce alla sua carriera. Grazie alla fama ottenuta con questo ruolo, Robert è diventato un simbolo per molti giovani fan del Marvel Cinematic Universe. Esistono infatti tantissimi gadget e oggetti di merchandising  ispirati ai suoi film: dai poster ai caschi di Iron Man fino ai funko pop, per non parlare dei gioielli ispirati all’ elettromagnete che tiene in vita Tony. Milioni di fan collezionano numerosi oggetti che ricordano il loro idolo, alimentando così la popolarità di Robert a livello globale. 

Oscar 2024 

È innegabile come la vita di Robert Downey Jr. sia stata un crescendo di emozioni e prove difficili da superare. L’attore infatti ha da poco celebrato la sua vittoria agli Oscar 2024 vincendo una statuetta come miglior attore non protagonista, per la sua interpretazione di Lewis Strauss in Oppenheimer di Christopher Nolan. “Vorrei ringraziare la mia terribile infanzia e l’Academy, in quest’ordine”, così Robert esordisce nel suo discorso di ringraziamento, sottolineando come a volte le difficoltà che ci si presentano lungo il cammino possano rivelarsi degli insegnamenti preziosi. Questo ruolo ha permesso all’attore di tornare a lavorare su soggetti più drammatici rispetto ai tipici film comici, come quelli che lo hanno reso famoso negli ultimi anni, consentendogli una seconda rinascita. Robert Downey Jr. torna così sul grande schermo con un’interpretazione che fa pensare al suo Charlot nel ‘92, con l’unica differenza che stavolta l’Oscar non gliel’ha rubato nessuno. 

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Redazione

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