Riccardi ricorda un articolo del 2004: “Grazie Italo Magno”

In momenti particolarmente delicati come questo in cui, per questioni politiche, ho dovuto presentare le dimissioni da Sindaco, rileggere le parole di chi ha creduto in me ringraziandomi per quanto fatto per la città e spronandomi ad impegnarmi ancora di più per la nostra amata Manfredonia, non può che restituirmi nuova linfa ed energie.
Grazie Italo Magno

“Questo articolo mi farà perdere la messa. Io che per tanti anni ho fustigato la mediocrità degli amministratori del Sud (anche se i nostri governanti romani non scherzano), mi debbo ritrovare a parlar bene del nostro Angelo, che ha invertito una tendenza più che decennale per la nostra città, nella quale non s’è mossa foglia, per costruite scuole e strade, o dotate le vie di pubblica illuminazione. Poi è arrivato lui e in qualche anno è riuscito a fare quello che tante amministrazioni precedenti non sono riuscite neanche ad avviare. La viabilità era uno schifo, mentre ora con la costruzione di un cavalcavia lo è certamente meno; e poi edifici, asili e scuole materne, già devastati dall’incuria del passato, sono tornati all’antico splendore.
Ci eravamo abituati, negli anni, a vedere palazzoni obbrobriosi, pura offesa al gusto estetico della tradizione Sipontina – si pensi solo agli imponenti palazzi settecenteschi ed alle artistiche masserie – ed ecco, finalmente, costruiti un paio di edifici pubblici ai livelli del gusto del passato. Giungono persone fin da lontano, per ammirare il sorgere artistico del sole sopra i muri di quella casa dei ragazzi ch’è la scuola “Perotto”; mentre ci lasciano a bocca aperta il vecchio rinnovato ex Ospedale Orsini e la palestra che da Via Dante Alighieri guarda il mare.
Caro Angelo, che protendi ora le tue ali sull’intera nostra provincia (se ne vedono già i segni), pensa alla Piana di Macchia e preparale un futuro rispondente alla sua unica vocazione. Sai bene che quei capannoni, costruiti coi soldi di tutti, non dureranno a lungo. Quando cesseranno i contratti di lavoro in deroga e verrà meno un protezionismo degno di miglior causa, i padroni di nuovo lasceranno quel territorio devastato. Per questo, occorre già cominciare a pensare alle strutture ricettive, alle sale convegni, agli impianti sportivi e ricreativi da costruire; allo spazio da destinare all’approdo di yacht e navi da crociera, lungo il braccio del porto, adesso a basso regime piuttosto che industriale; restituiamo al cielo la giustizia ed agli uomini l’antico paradiso, dove il lavoro non possa più spegnere la luce del sole ed il grande astro abbia modo di benedire coi suoi raggi il sudore degli uomini.”
(Articolo di Italo Magno pubblicato su ‘La Grande Provincia’ – 1 febbraio 2004)




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