Politica Manfredonia

Quitadamo: “Il futuro industriale di Manfredonia non si decide senza Manfredonia”

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Quitadamo: “Il futuro industriale di Manfredonia non si decide senza Manfredonia”

Leggo in questi giorni ricostruzioni e prese di posizione sulla vicenda delle aree retroportuali. Ritengo doveroso intervenire per chiarire una cosa semplice ma fondamentale: qui non è in discussione una nomina o un equilibrio interno, ma il futuro industriale, occupazionale e sociale della nostra Città.

Al di là delle nomine e degli incarichi, al di là delle polemiche e delle letture strumentali, ciò che viene prima di tutto è il futuro di Manfredonia e la tutela concreta degli interessi della sua comunità. Non ci interessano ruoli né spazi di potere, ci interessa governare i processi che incidono direttamente su lavoro, sviluppo, benessere e qualità della vita dei nostri cittadini e delle nostre cittadine.

Le aree retroportuali rappresentano un nodo strategico per la crescita economica del territorio, in stretta connessione con il porto, con l’area industriale e con il sistema più ampio che coinvolge anche Monte Sant’Angelo, in raccordo con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale. Quando si decide del destino di quelle aree, si decide della possibilità di creare occupazione stabile e qualificata, di attrarre investimenti coerenti con la vocazione del territorio, di costruire un modello di sviluppo moderno, sostenibile e competitivo nel Mediterraneo.

La nostra città ha già pagato un prezzo altissimo per scelte industriali scellerate del passato: decisioni calate dall’alto che hanno lasciato ferite ambientali, occupazionali e sociali ancora evidenti. Modelli di sviluppo privi di visione e di equilibrio hanno prodotto illusioni temporanee, ma, ahimè, conseguenze durature. Non possiamo permettere che errori simili si ripetano. Non possiamo accettare che decisioni così rilevanti vengano assunte senza una strategia condivisa e senza il pieno coinvolgimento della Città.

Per questo, come consigliera comunale ritengo necessario che venga formalmente richiesto al Consorzio ASI di Foggia di sospendere ogni scelta definitiva sulle aree retroportuali in assenza di una pianificazione condivisa e di aprire un confronto istituzionale strutturato con il Comune. All’Autorità di Sistema Portuale si dovrà chiedere di rafforzare il coordinamento con l’Amministrazione comunale, affinché lo sviluppo dello scalo e del retroporto sia coerente con una visione integrata del territorio. La Regione Puglia dovrà esercitare pienamente il proprio ruolo di indirizzo e programmazione, garantendo coerenza tra sviluppo industriale, sostenibilità ambientale e tutela dell’occupazione. Il Consiglio Comunale di Manfredonia dovrà esprimersi con un atto formale e unitario che definisca con chiarezza la visione strategica della Città su quelle aree.

La richiesta politica è una sola ed è netta: Manfredonia deve essere protagonista delle scelte che riguardano il proprio futuro industriale. Non per rivendicare potere, ma per esercitare responsabilità. Senza lavoro non c’è sviluppo, senza sviluppo non c’è benessere, senza benessere non c’è qualità della vita.

Manfredonia merita rispetto, merita ascolto, merita di partecipare alle decisioni che segneranno il destino delle prossime generazioni. E su questo non si può arretrare, perché difendere il diritto della nostra comunità a essere coinvolta significa difendere la sua dignità e il suo futuro

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