Storia

Quando si usava mangiare nello stesso grande piatto con la fede del tempo

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Quando si usava mangiare nello stesso grande piatto con la fede del tempo

Manfredonia – LA famiglia Funiciello mangiava il pane comprato in Piazzetta Mercato. Lo accompagnava con cucchiai di minestra presa dallo stesso piatto. “U Piattone”.

Chi era più veloce faceva un buon pranzo. Gli altri a guardareIn un periodo più benestante, per modo di dire, la famiglia Funiciello si permise un pellegrinaggio a un Santuario nei pressi di San Marco in Lamis, per esattezza “San Matteo”. Ore quattro e dodici: partenza dalla Piazza del Municipio con un carro e due cavalli in una polvere fumosa subito dopo gli anni ’30.

Il nonno di mio padre, Nicola, molto religioso con la moglie Mattea accarezzava il nipotino preferito, raccontadogli di un frate di San Giovanni Rotondo, chiamato fra’ Pio, uomo di chiesa buono e severo.

Raccontarono al piccolo Matteo di un sogno che fece la mamma di un frate che teneva un bambino in una cesta. Pensarono di passare prima dal fraticello per un ossequio per poi ripartire alla volta dell’itinerario stabilito. Verso mezzogiorno il piccolo aveva fame e borbottò ostinato: “Ma chi è sto Padre Pio ? Andiamo a perdere solo tempo, proseguiamo per San Matteo così una volta arrivati mangiamo e ci riposiamo, sono affamato. Stanco!“.

La signora Mattea nel sentire il discorso disse: “Figlio mio non dire così“. Comunque passarono e sostarono per due ore al Convento di Santa Maria delle Grazie dove il frate confessava. Quando si avvicinarono a Padre Pio mio padre, che era più piccolo, si fece vicino per baciargli la mano e il frate un po’ ironico gli disse: “Fai il bravo, birbante che non sei altro e non essere miscredente!“. Poi gli riferì quello che aveva detto sul carro. Lo benedì accarezzandogli il viso e lui fuggì via di paura dalla nonna che rimase stordita dal discorso.

(A cura di Claudio Castriotta)

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Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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