Spettacolo

Quando nacque il carabet a Manfredonia: lo storico e fortunato incontro tra Franco Rinaldi e Lello Castriotta

UN giorno, del 1974. Due soggetti a dir poco singolari si incontrano in una discoteca chiamata Errepì , in località Acqua di Cristo a Manfredonia: da una parte Lello Castriotta, capocomico e regista della compagnia “La Comich Motors” prima forma di artisti per strada, gruppo che aveva contribuito anche alle aperture ufficiali delle sfilate dei Carnevali, composto per la maggior parte da studenti di scuola superiore quasi in segno di ribellione ai soliti canoni di una cultura teatrale tradizionale. Dall’altra Franco Rinaldi, già conosciuto a Manfredonia come macchiettista, direttamente dall’Azione Cattolica della Parrocchia San Michele, forse la prima forma vera di teatro-laboratorio della città.


Nasce il cabaret. Nascono ‘I Forbicioni’
 Il gruppo della Comich Motors con i suoi musicisti, cantanti, attori e ballerini insieme a Franco Rinaldi realizzano una serata che verrà ricordata non solo per il suo grande successo ma anche per la novità artistica. Nasce una nuova forma di spettacolo chiamato CABARET. Lello e Franco decidono di dar vita al sodalizio e attraverso una attenta lettura del costume locale e dal modo di essere e di fare del manfredoniano tipico decidono di chiamare la coppia “I Forbicioni”perché tutti parlano male di tutti e di tutto ed essendo quegli anni l’allora classe politica più o meno come quella di oggi, iniziano a mettere alla berlina attraverso la loro satira, non solo i politici, ma tutto quello che non andava in città (oggi come ieri): dai servizi pubblici del Comune alla pulizia delle strade, dagli autobus sempre rotti al porto che non funzionava (già allora), tutori della disoccupazione dilagante, dal costo delle case agli affitti alle stelle, dalla strada per Zapponeta che ogni giorno originava un morto al campo sportivo che sembrava ogni volta di assistere ad una partita di calcio di fornai perché gli atleti diventavano bianchi dalla polvere, dal lungomare di Siponto chiamato lungomare di Tirana a Siponto che sembrava un cimitero senza illuminazione, (oggi ci abita tanta gente) a corso Manfredi causa distorsioni e fratture alle caviglie delle donne, fino all’Ospedale Civile carente di un reparto di ortopediaQueste e altre denunce dei due artisti storici locali che hanno contribuito nel tempo con i loro sfottò a migliorare la città, altro che ”Pseudo cultori” come li aveva definiti qualche cultore del piffero da frigorifero quando nel lontano giugno del 1996 tornarono dalla Rai per aver partecipato a UNO MATTINA facendo conoscere le bellezze di Manfredonia.


Dalle Radio alle televisioni.
 Nell’era delle radio libere il Duo attraverso le frequenze di Radio Amica diventò ancora un volta protagonista di programmi dove non mancarono riferimenti di ogni tipo soprattutto politici, seppur in modo ironico, alle denunce del malaffare, attraverso stornelli e battute pungenti sia in lingua ma ancor più efficaci in vernacolo. Franco e Lello rappresentarono una novità in assoluta, un programma rivoluzionario e trasgressivo forse mai ascoltato, che contribuiì a migliorare la gestione della res pubblica e forse per alcuni versi anche a migliorare la convivenza sociale, programma radiofonico trasmesso nell’intero territorio Pugliese.

Dopo il mezzo radiofonico Franco e Lello iniziano la loro esperienza sugli schermi di Tele Manfredonia, Tele Foggia, Teleregione, Telenorba. La loro continua partecipazione negli anni al Carnevale rende le due figure autentiche maschere del Carnevale Dauno; la loro presenza negli anni diventa indispensabile forse perchè propedeutica per la buona riuscita dell’evento, tale da rendere in caso di loro assenza un evento quasi impoverito.

Dopo tante richieste, ottengono nel 2002 “inseguendo” l’onorevole Antonio Leone – attuale Vice-Presidente della Camera dei Deputati – di inserire il Carnevale di Manfredonia nella Lotteria nazionale. Il duo porta in scena oltre a numerosi spettacoli di cabaret, ricerche sulle tradizioni di Manfredonia: “Allì Caggene U pesce a mere”, “A Jeri”, U Camurriste de Manfredonia” . Nel 2007 Lello e Franco sono i grandi assenti del carnevale Dauno, forse per contrasti di natura politica. Da qui vengono chiamati a Saviano diventando animatori ufficiali del più importante Carnevale della Campania accanto alla splendida Caterina Balivo e sempre nello stesso anno partecipano alla Bit (Borsa internazionale del turismo) di Milano.

L’anno successivo Un riconoscimento andrebbe fatto a questi menestrelli locali che hanno sempre parlato della città e del suo Carnevale nelle trasmissioni Rai, da Uno Mattina a Sereno Variabile, da Verde Mattina a Linea Blu, fino a Mezzogiorno in Famiglia, interventi voluti e richiesti non solo dagli organizzatori ma anche dai conduttori, mentre Manfredonia rimane l’unica città che nelle manifestazioni locali omaggia con premi internazionali personaggi che forse meriterebbero l’esilio, senza ricordare quanti negli anni hanno parlato della cultura e delle tradizioni della città.


Da sottolineare l’impegno nel sociale dei due artisti di Manfredonia. Danni I Forbicioni, Franco e Lello conducono il “Premio della Solidarietà(AVIS)” che si tiene nel mese di agosto con la premiazione delle associazioni e personaggi distintesi per la loro opera meritoria nel volontariato.

Lello e Franco possono essere definiti e senza alcuna esagerazione animatori sociali che operano nella galassia del volontariato locale. Il loro impegno a favori dei disabili, degli anziani, degli ammalati, dei disagiati non ha forse precedenti nella storia di Manfredonia, una presenza di altruismo e di amore verso i più deboli, con quella grande carica umana innata. Vero che nessuno è profeta in patria ma è altrettanto vero che Franco e Lello hanno dato tanto alla città, senza aver ricevuto la giusta gratitudine dalle istituzioni. Però la gente umile, quella vera, quella che conta, quella che vive la città nella sua quotidianità con semplicità e dignità, apprezza, ammira e stima questa grande copia di artisti.

 Grazie Lello e Franco in arte “I FORBICIONI”  dall’intera città per tutto quello che fate e che continuerete a dare con amore nei confronti di cittadini.

Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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