Cronaca Italia

Parma, docenti aggrediti da studenti: uno colpito con un bastone

Violenza choc a Parma vicino a un istituto tecnico: due professori aggrediti da un gruppo di studenti nel parco ex Eridania.

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Ancora violenza contro gli insegnanti, questa volta a Parma, dove due docenti sono stati aggrediti da un gruppo di ragazzi nel parco ex Eridania, a pochi passi da un istituto tecnico del luogo. Le immagini dell’episodio, riprese in un video circolato rapidamente sui social, hanno provocato indignazione e riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle scuole e nelle aree frequentate dagli studenti.

Uno dei professori è stato colpito alla schiena con un bastone durante la colluttazione, mentre un collega tentava di intervenire per fermare il gruppo. La scena è stata ripresa da alcuni presenti e diffusa online nelle ultime ore.

Sul caso sono intervenuti il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, il sindacato Gilda degli Insegnanti e la Questura di Parma, che ha avviato gli accertamenti per identificare tutti i responsabili dell’aggressione.

L’episodio sarebbe avvenuto nel pomeriggio all’interno dell’area verde vicino all’ITIS, una zona già segnalata in passato per episodi di degrado e violenza giovanile.

Il video dell’aggressione e la paura dei docenti

Secondo la ricostruzione emersa dalle immagini, un primo docente stava parlando con alcuni ragazzi quando la situazione è improvvisamente degenerata. Il professore sarebbe stato inseguito e circondato dal gruppo mentre tentava di allontanarsi e minacciava di chiamare le forze dell’ordine. Nel video si sentono insulti, minacce e risate da parte dei giovani coinvolti.

Pochi istanti dopo un secondo insegnante è intervenuto nel tentativo di aiutare il collega, ma è rimasto coinvolto nella colluttazione. Durante il parapiglia il docente è finito a terra insieme a uno dei ragazzi e, mentre cercava di rialzarsi, un altro giovane lo ha colpito alla schiena con un bastone. Solo l’intervento di altri presenti avrebbe evitato conseguenze peggiori.

La Questura di Parma ha confermato la dinamica dell’aggressione e sta lavorando per identificare tutti i partecipanti attraverso i video diffusi sui social e le testimonianze raccolte nelle ultime ore. Gli investigatori stanno verificando anche chi abbia registrato e diffuso le immagini online.

Durissima la reazione del sindacato Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, che ha chiesto l’intervento immediato della Procura. Secondo il coordinatore Salvatore Pizzo, il fenomeno della violenza contro il personale scolastico sta raggiungendo livelli sempre più preoccupanti.

Anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha espresso solidarietà ai docenti coinvolti, annunciando un confronto con la dirigenza scolastica dell’istituto tecnico per valutare misure di supporto e sicurezza.

Nelle ultime settimane residenti e commercianti della zona avevano già denunciato episodi di aggressioni, minacce e rapine compiute da gruppi di minorenni nel parco ex Eridania. Un contesto che ora torna sotto i riflettori dopo l’ennesimo episodio di violenza.

Una scuola sempre più delegittimata

C’è un dettaglio che rende episodi come quello di Parma ancora più inquietanti: non si tratta soltanto di violenza, ma della perdita totale di autorevolezza della figura del docente. Un tempo il professore era considerato un punto di riferimento della comunità, una figura rispettata quanto il sindaco, il parroco, il medico di famiglia o il maresciallo dei carabinieri. Entrare in classe significava trovarsi davanti a qualcuno che incarnava cultura, disciplina e futuro.

Oggi, troppo spesso, l’insegnante viene percepito come una figura debole, facilmente contestabile, persino un reietto. Eppure dietro quella cattedra siedono professionisti che hanno affrontato anni di università, specializzazioni, supplenze precarie, concorsi difficili e continui sacrifici economici e personali. Nonostante questo, molti docenti si ritrovano sottopagati, lasciati soli e perfino esposti alla gogna social o all’umiliazione pubblica da parte degli stessi studenti.

A peggiorare il quadro c’è anche un pregiudizio sempre più diffuso e tossico: l’idea che insegnare sia una sorta di “ripiego”, il mestiere di chi non sarebbe riuscito ad affermarsi altrove. È una narrazione velenosa che negli anni ha eroso il prestigio sociale della professione docente. Come se entrare in una scuola non richiedesse competenze, preparazione, equilibrio psicologico, capacità comunicative e una responsabilità enorme verso le nuove generazioni.

C’è poi un’altra minaccia subdola da non prendere sottogamba: la progressiva delegittimazione della scuola stessa. Quando una società smette di rispettare chi insegna, finisce inevitabilmente per svalutare anche il sapere, la cultura e il senso civico. Ed è un segnale pericoloso, perché la scuola resta una delle fondamenta principali di ogni civiltà che voglia definirsi davvero tale.

FONTI:

Corriere della sera

la Repubblica

La Voce della Scuola

TGCOM24

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