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Politica

Paolo Campo: “Il treno dei desideri”

La discussione sul Treno a Manfredonia e’ un paradigma della qualità del nostro dibattito pubblico.

Si interviene perché è doveroso intervenire. Giusto; siamo in campagna elettorale.

Ci sono d’altro canto 50 milioni di euro da spendere che, a dispetto delle previsioni di molti (compresi “autorevolissimi” esponenti politici), non avrebbero dovuto esserci. E invece ci sono. E nessuno si chiede perché. Piuttosto che chiederselo (e dunque studiare) si preferisce combattere l’afa agostana commentando la notizia come si e’ adusi fare dalle nostre parti. Sulla zuppa di pesce non ci va il formaggio, i baresi il nostro “crudo” se lo sognano e il treno e’ meglio dell’autobus. A nessuno sembra importare più di tanto il fatto che a Manfredonia esista ormai una generazione che ha anche generato a sua volta figli e che il treno in città non l’ha mai visto. Anche i più anziani paiono averne un ricordo sbiadito.

Però se qualcuno lavora per 15 anni prendendo atto amaramente di questo dato di fatto; se qualcuno immagina come potrebbe darsi una città del futuro che valorizzi la sua collocazione geografica e il suo patrimonio naturalistico e archeologico che oramai e’ inglobato all’interno della città; se qualcuno non solo indica ma realizza una fermata che consentirebbe al treno di restare “un’attimo” fuori dal contesto cittadino per trovare finalmente una maniera per ripensare la città; se qualcuno trova pure i soldi per farlo; se ciò consente di attivare anche corse di mezzi ecologici che sostituiscono tecnologie obsolete e migliorano i collegamenti con il capoluogo; se qualcuno fa in modo che tutto ciò non siano solo chiacchiere agostane ma parte del Piano Regionale dei Trasporti; se tutto ciò, immediatamente parte la canea dei bene informati che poi tanto informati non sono. Non si comprende infatti cosa impedisca a “chi” di elettrificare la linea ferroviaria Foggia-Manfredonia; di riprendere le corse dei treni; di prevedere la stazione a Manfredonia Ovest; e anche di collegare il Porto Alti fondali a Foggia Incoronata, visto che il binario non transita attraverso la tratta interessata dall’ipotesi BRT.

Come e’ possibile? Oltre i colpi di sole (viste le temperature), esiste un’altra spiegazione. Non studiano, non leggono, non hanno una visione del territorio.

E’ bastata una “scorreggia” delle due o tre lobbies contro interessate per scatenare il concorso a chi la spara più grossa. Abbiamo capito la campagna elettorale, ma la città pure e’ “peccato”

Comunicato Stampa

Il presente comunicato è stato redatto dall'ufficio stampa del soggetto dell'articolo. Per segnalare variazioni, rettifiche, precisazioni o comunicazioni in merito al presente articolo è possibile inviare email a redazione@ilsipontino.net

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