San Giovanni Rotondo

Padre Pio: il legame di Concetta Ciavarella col Santo

La testimonianza di Concetta Ciavarella racconta un legame familiare lungo cent’anni con Padre Pio, tra amicizia, guarigioni e segni.

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Un secolo di fede, ricordi e coincidenze che, per chi li ha vissuti, coincidono con qualcosa di più di una semplice devozione. La storia della signora Concetta Ciavarella, 82 anni, è un racconto familiare che si intreccia con la figura di Padre Pio e con episodi che lei stessa definisce decisivi per la vita dei suoi cari. Un legame iniziato nei primi anni del Novecento e mai interrotto.

Un’amicizia che attraversa le generazioni

«Un mio prozio fu il suo insegnante di Teologia e da allora San Pio è sempre stato vicino alla mia famiglia. Ha guarito papà, protetto mio fratello e, quando mi ammalai, si occupò di me». È con queste parole che Concetta Ciavarella riassume una storia lunga oltre cent’anni, al centro dell’articolo pubblicato su Grand Hotel a firma di Roberto Allegri.

Il fulcro del racconto è la figura del padre Michele, carabiniere, che ebbe un rapporto diretto e costante con Padre Pio. Originario di San Giovanni Rotondo, Michele mantenne quell’amicizia anche quando, per lavoro, si trasferì lontano dalla Puglia. Ogni ritorno al paese diventava occasione per incontrare il Frate, chiedere consiglio, affidare preoccupazioni familiari e, soprattutto, speranze.

Tra gli episodi più significativi ricordati dalla signora Concetta c’è il desiderio del padre di avere un figlio maschio. Dopo la nascita di due figlie, Michele confidò più volte a Padre Pio quel desiderio, ricevendo sempre la stessa risposta, netta e rassicurante: «Lo avrai». Una promessa che sembrò tardare, ma che tornò alla memoria anni dopo, quando Concetta racconta di un viaggio dei genitori al Santuario della Madonna di Pompei. Fu in quell’occasione che il padre avvertì un profumo inconfondibile, lo stesso che associava da sempre alla presenza di Padre Pio. Poco tempo dopo, la madre scoprì di essere incinta.

Il bambino nacque il 27 dicembre 1952 e venne chiamato Pio, proprio come suggerito dal frate. “Sei contento?”, chiese Padre Pio a mio papà. E poi: “Ringrazia la Madoonna e non me”. La signora Concetta precisa che Padre Pio ha continuato a vegliare sulla sua famiglia, suo fratello compreso. Poco dopo la sua nascita, il piccolo Pio si ammalò di broncopolmonite. Papà Michele inviò allora un telegramma a Padre Pio per informarlo della situazione e la risposta fu la seguente: “Il padre prega e benedice”. Tre giorni dopo, a Natale, Pio era completamente guarito!

Nel racconto trovano spazio altri episodi di malattia e guarigione. Il padre Michele, operato d’urgenza allo stomaco nel 1941, sopravvisse contro ogni previsione medica. Ma al centro di questi miracoli trova spazio di nuovo il piccolo Pio che, un anno dopo essere guarito di broncopolmonite, si ammalò di una grave forma di tonsillite. Dopo l’ennesimo telegramma a Padre Pio, la cui risposta del Frate fu di nuovo rassicurante, il 4 ottobre (giorno di San Francesco) il fratellino di Concetta guarì nuovamente.

Accanto ai ricordi, Concetta conserva anche una reliquia: un quadratino con all’interno una piccola pezza intrisa del sangue del Santo, custodito come uno degli oggetti più preziosi della sua vita. Un segno materiale che, per lei, dà concretezza a un legame fatto di incontri, promesse mantenute e fede quotidiana.

Non si tratta soltanto di devozione, ma della memoria viva di una famiglia che ha attraversato il Novecento sentendosi, nel bene e nel male, accompagnata da una presenza costante. Una storia che, a distanza di decenni, continua a essere narrata con la stessa convinzione di allora.

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