Padre Moscone, “La mia scelta di povertà anche da Vescovo”

Intervista esclusiva pubblicata su Gazzetta d’Alba dell’8 gennaio 2019

Il 12 gennaio 2019, alle 16, nella cattedrale di Alba monsignor Franco Moscone sarà ordinato vescovo dell’arcidiocesi di Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo. Nato ad Alba nel 1957, padre Moscone ha ricevuto la nomina il 3 novembre da papa Francesco, mentre ricopriva il ruolo di preposito generale dei padri Somaschi.

    Dopo la nomina a vescovo ha subito chiesto di non essere chiamato “monsignore” per mantenere il vecchio titolo di “padre”. Perché?

«La mia scelta vocazionale deve rimanere quella di vita religiosa, in fedeltà ai voti, dove certe motivazioni di tipo carrieristico devono essere messe da parte. Voglio dunque mantenere la mia identità precedente nonostante la nomina a vescovo. I titoli e le cariche non sono precetti “evangelici”: non li ho mai incontrati nella lettura dei testi sacri».

    È sempre sull’onda di questa filosofia che ha scelto di non ricevere regali in occasione della sua nomina?

«Intendo rispettare il voto di povertà anche se vengo ordinato vescovo. Preferisco che il dono personale diventi occasione di beneficienza verso le popolazioni del Sud dell’India, colpite da un’alluvione che ha causato oltre un milione di sfollati. Ad oggi siamo già in grado di costruire quattro case grazie alle donazioni ricevute».

Carità e umiltà sembrano forze in via di sparizione.

«Ho letto un libro di un autore polacco sulla storia della povertà in Europa. La prospettiva proposta è quella di coloro che appaiono perdenti. Cosa emerge? La storia va avanti col popolo, non coi potenti. Penso ai Paesi emergenti. Il futuro è lì. L’Africa custodisce ricchezze incredibili».

Che vengono sfruttate male sia a causa della corruzione locale e sia a causa delle multinazionali.

«Una terra magnifica l’Africa, ma con molti problemi. Mentre costruivamo un villaggio per bambini di strada in Mozambico, a un certo punto la ditta incaricata dei lavori interruppe il cantiere. Tutto venne ritardato di sei mesi perché la Cina aveva comperato il porto della città e aveva bisogno di manovalanza per terminarlo in fretta. Questo è il neocolonialismo, che appare non schiavistico ma lo è. Esistono nuove forme di schiavitù. Un altro potere forte e schiacciante è quello della finanza».

  A proposito del dominio assoluto di alcuni poteri, intravede una via d’uscita?

«Il mondo è stupendo, esistono delle bellezze incredibili in ogni luogo. Ed è la bellezza che salverà il mondo. Purtroppo con la caduta delle ideologie si è obnubilato anche il senso comune. In passato, prima dell’interesse personale, esisteva il bene pubblico, ma questa concezione è quasi eretica nel sistema del neocapitalismo finanziario. Un individualismo estremo è penetrato nell’inconscio, anche delle nuove generazioni, radicalizzandosi».

Valerio Giuliano

 

tratto da: https://www.gazzettadalba.it/2019/01/padre-franco-moscone-sara-ordinato-vescovo-il-12-gennaio-nella-cattedrale-di-alba/




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