Cronaca Italia

Omicidio Chiara Poggi: c’è un elemento che scagionerebbe Stasi

L'analisi del Ris ha evidenziato una particolarità che potrebbe scagionare Alberto Stasi, in carcere per l'omicidio di Chiara Poggi.

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Nuovo colpo di scena nel delitto di Chiara Poggi. A quasi vent’anni dall’omicidio di Garlasco, una nuova analisi tecnica del Ris starebbe mettendo in discussione uno dei punti chiave che portarono alla condanna definitiva di Alberto Stasi. Secondo quanto emerso dalle ultime consulenze investigative della Procura di Pavia, il killer non si sarebbe mai pulito nel lavandino del bagno della villetta di via Pascoli.

La conclusione nasce da un dettaglio considerato oggi decisivo: nel lavabo furono trovati quattro capelli lunghi e scuri. Per gli esperti del Ris, la loro presenza dimostrerebbe che quella superficie non fu mai interessata da una pulizia accurata dopo il delitto. In sostanza, se l’assassino avesse davvero lavato mani e arma insanguinate nel bagno, quei capelli sarebbero stati trascinati via dall’acqua o alterati dai residui ematici.

L’omicidio di Chiara Poggi è da riscrivere?

I quattro capelli ritrovati simboleggiano un elemento che rischia di cambiare profondamente la ricostruzione fatta nei processi che portarono alla condanna di Stasi a 16 anni di carcere. Nelle sentenze, infatti, gli investigatori avevano sostenuto che l’assassino si fosse ripulito proprio nel bagno della casa di Chiara Poggi, riuscendo però a lasciare pochissime tracce. Ora quella teoria viene rimessa in discussione dalle nuove verifiche scientifiche.

La nuova inchiesta della Procura di Pavia, che oggi vede indagato Andrea Sempio, starebbe rivalutando ogni dettaglio della scena del crimine. Tra le ipotesi emerse negli ultimi mesi c’è anche quella secondo cui il killer potrebbe essersi lavato altrove, forse nel lavello della cucina, mai analizzato in profondità durante le indagini del 2007. Alcune tracce di sangue rinvenute vicino al mobile del microonde avrebbero infatti riacceso i dubbi degli investigatori.

Il caso di Chiara Poggi continua così a dividere opinione pubblica ed esperti di cronaca nera. Da una parte resta una sentenza definitiva contro Stasi, dall’altra emergono nuovi elementi che potrebbero ridisegnare la dinamica dell’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco. Proprio la gestione delle tracce biologiche e delle impronte torna oggi al centro del dibattito investigativo, alimentando ulteriormente uno dei casi più discussi della cronaca italiana.

FONTI:

fanpage.it

L’Espresso

STYLO24

Virgilio Notizie

La Vieste en Rose