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Oltre 40 concittadini assieme per costruire la Casa di Riposo nella piccolissimi Rignano Garganico. Primo caso in Italia

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Oltre 40 concittadini assieme per costruire la Casa di Riposo nella piccolissimi Rignano Garganico. Primo caso in Italia.

Il “Miracolo” di Rignano: 40 cittadini diventano soci per salvare il borgo con una Cooperativa di Comunità.

Succede nel comune più piccolo del Parco Nazionale del Gargano: nasce una realtà collettiva per realizzare una Casa di Riposo e un Centro per Minori. Un modello di economia sociale che unisce pubblico, privato e parrocchia per sconfiggere lo spopolamento.

Rignano Garganico non vuole arrendersi al destino dei piccoli borghi che si spengono lentamente. In questo angolo di Puglia che domina il Tavoliere, la comunità ha deciso di prendere in mano il proprio futuro con un’iniziativa che rappresenta un vero e proprio “unicum” a livello nazionale. Nei prossimi giorni, durante un’assemblea pubblica convocata presso il Comune, verrà ufficialmente stipulato l’atto notarile per la costituzione di una Cooperativa finalizzata alla realizzazione di una Casa di Riposo e di un Centro per Minori in difficoltà.

Una sfida collettiva: i numeri del progetto.

L’aspetto straordinario della vicenda risiede nel numero e nella qualità dei protagonisti: ben 40 concittadini hanno deciso di mettersi in gioco come soci fondatori, sottoscrivendo l’atto che darà vita all’opera. E non sono soli: alla finestra ce ne sono già altrettanti pronti a entrare in una seconda fase. Non si tratta solo di singoli individui, ma di una rete che comprende anche persone giuridiche e decine di aziende produttive del territorio rignanese.

L’obiettivo è ambizioso: creare una struttura capace di ospitare 30 anziani e, parallelamente, un centro dedicato a circa venti adolescenti, italiani e stranieri, che affrontano fragilità di natura sociale, economica o lavorativa. L’opera troverà casa tra le mura dell’ex scuola elementare “Padre Antonio Maria Fania” o, in alternativa, in locali realizzati ex-novo, a seconda di quanto emergerà dagli studi di fattibilità già in corso.

Unire le forze contro il declino.

In un paese che conta oggi poco più di 1.800 abitanti – con una quota significativa di domiciliati fuori sede per motivi di studio, lavoro o salute – questa scommessa ha il sapore del riscatto. La Cooperativa non sarà solo un luogo di assistenza, ma un vero e proprio motore occupazionale: l’apertura della struttura garantirà infatti nuovi posti di lavoro per i giovani del posto, offrendo un motivo concreto per restare nel proprio borgo d’origine.

Il successo di questa fase iniziale è il frutto di una sinergia rara. Da un lato la Pubblica Amministrazione, guidata dal sindaco Luigi Di Fiore, che ha favorito il percorso burocratico; dall’altro la Parrocchia, con il forte impulso di Don Santino Di Biase, che ha saputo cementare il senso di comunità attorno al progetto.

Una guida esperta per una “nuova primavera”.

A guidare la Cooperativa in questa fase di avvio sarà Antonio De Angelis. Imprenditore agricolo, ex assessore e figura di spicco nel panorama bancario locale, De Angelis porta con sé un bagaglio di competenze che spaziano dalla custodia delle sementi alle energie rinnovabili. Una leadership solida per una squadra che punta a trasformare Rignano da “paese morente” a laboratorio nazionale di innovazione sociale.

Realizzare un’opera collettiva di questa portata è una sfida che probabilmente solo la resilienza di un piccolo borgo può permettersi di sognare e, finalmente, realizzare. Rignano Garganico dimostra che quando i cittadini diventano “proprietari” del bene comune, nessuna meta è preclusa.

E c’è chi pensa già ad una RSA diffusa, ovvero ad un sistema di assistenza domiciliare per curare e gestire gli anziani del paese nella propria abitazione, d’intesa con l’Azienda Sanitaria Locale di Foggia e dei servizi sociali del Piano di Zona dei Comuni di Rignano Garganico, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e San Nicandro Garganico.

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