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Matteo Zuppi è il nuovo Presidente della CEI. Il Cardinale di strada guiderà i Vescovi italiani

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È il Cardinale e Arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi il nuovo presidente della CEI, la Conferenza Episcopale Italiana. Nominato questa mattina da Papa Francesco, Zuppi segue il Cardinale Gualtiero Bassetti nella guida dei vescovi italiani. Zuppi, arcivescovo amatissimo, è nato a Roma l’11 ottobre nel 1955. La sua vocazione sacerdotale è figlia di un incontro: quello con Andrea Riccardi, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio.

Da quell’incontro, Zuppi si è cominciato a occupare delle periferie, le capitali degli invisibili, degli anziani, immigrati e dei poveri. Nel 1990, sempre con Riccardi, è stato mediatore nelle trattative tra il governo di Mozambico e il partito della resistenza nazionale del Mozambico, impegnati dal 1975 in una sanguinosa guera civile. Prima della nomina a Cardinale, sempre da parte di Papa Francesco, avvenuta nel 2019; Zuppi dal 2015 è l’Arcivescovo di Bologna.

Nel suo ruolo, apprezzato da molti (anche non cattolici), Zuppi ha aperto la chiesa alla città, alla sua comunità. Ha fatto dialogare l’arcidiocesi petroniana con i poveri, i migranti, le persone più fragili, gli anziani.

Durante la pandemia, Zuppi ha messo al centro delle sue priorità la sicurezza dei più deboli e ha istituito il fondo San Petronio, un sussidio economico per chi si è ritrovato senza lavoro durante il lockdown. Attualmente, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, sotto la sua guida la chiesa di Bologna è impegnata nell’accoglienza dei profughi ucraini.

Persona di pace e di dialogo, Zuppi qualche anno fa ha scritto un libro importante sull’odio, “Odierai il prossimo tuo come te stesso. Perché abbiamo dimenticato la fraternità. Riflessioni sulle paure del tempo presente”, edito da Piemme. Nel suo trattato per un nuovo umanesimo, il nuovo presidente della CEI scriveva che “non dobbiamo mai pensare che semi come quelli del razzismo siano vinti. Anzi, in una logica come questa possono crescere, perché si confondono e diventano intolleranza, ricerca del nemico, incapacità di dialogo, ricerca di risposte facili problemi complessi. Per questo è importante ripartire dalla Costituzione”.

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Domenico La Marca

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