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Politica

Mario Furore chiude all’alleanza M5S-PD in Capitanata dopo l’incontro Campo-Pazienza al Parco

Foggia così come tutta la Capitanata non merita una politica di facciata e di ipocrisia.

Considero la vicenda del Parco Nazionale del Gargano davvero la madre di tutte le battaglie per il #M5S di Capitanata: una battaglia di legalità e di principio in cui girarsi dall’altra parte equivale a piegarsi a logiche poco chiare. Da oramai sei mesi ci chiediamo con gli altri eletti del M5S come mai al Parco Nazionale del Gargano si può defenestrare con facilità e con procedure viziate, ancora sotto vigilanza ministeriale, una donna incensurata nominata da un uomo di stato come Sergio Costa per sostituirla (per mano del leghista Presidente Pazienza) con un ex amministratore di un comune sciolto per Mafia che per altro è incandidabile, di nome Vincenzo Totaro.

Tutto questo nella compiacenza della Lega di Capitanata ma nel silenzio ancora più grave ed omertoso del Partito Democratico di Capitanata che se tanto tiene alle alleanze strutturali con il Movimento dovrebbe quanto meno sposarne le battaglie di trasparenza.

Speravo che il quadro che stiamo vivendo in questi giorni portasse ad una riflessione approfondita: la Capitanata è al centro delle cronache nazionali per una commissione di accesso che accerterà eventuali infiltrazioni mafiose nel capoluogo, abbiamo quattro comuni della Provincia foggiana già sciolti per infiltrazioni ovvero Monte, Mattinata, Manfredonia e Cerignola, e siamo davvero ridotti allo stremo, da un mondo di mezzo inquinato da connivenze pericolose.

Il nostro è un territorio che non può permettersi più passi falsi e chi preferisce l’acuirsi di situazioni opache non può fregiarsi, nelle realtà in cui vi è un disperato bisogno di riaffermare la legalità a seguito di un commissariamento, dell’alleanza del M5S.

Allo stesso modo non possiamo appoggiare tutti quei sindaci che sul Gargano hanno taciuto di fronte queste incresciose situazioni. Posta questa conditio sine qua non, concludo dicendo che essere dalla parte dell’antimafia non è una condizione che va sbandierata solo nelle fiaccolate, la legalità è un percorso che va costruito giorno dopo giorno.

Zone d’ombra non possono essere più consentite! Lo dobbiamo in primis ai cittadini che rappresentiamo e ad una provincia che chiede una rivalsa netta!

Redazione

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