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Mara Carfagna lascia Forza Italia. “Il partito ha tradito le sue origini”. Meloni? “La sua idea dell’Italia non è la mia”

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Anche Mara Carfagna, dopo Mariastella Gelmini e Renato Brunetta, ha lasciato ufficialmente Forza Italia. La sua pausa di riflessione, annunciata subito dopo la non fiducia del partito di Berlusconi a Draghi, si è trasformata in un vero e proprio addio. Dunque, tutti i componenti della Forza Italia di governo hanno abbandonato il partito in netto dissenso con la scelta di Berlusconi e del suo cerchio magico. Carfagna, dopo venti anni di militanza politica accanto al Cavaliere, lascia il suo partito con ben altri sette parlamentari, fra gli altri: Andrea Cangini, Claudia Porchietto, Giusy Versace, Annalisa Baroni. 

La frattura, per Carfagna, è tutta politica, ideale. “La riflessione che sto facendo parte da due dati: gli applausi di Putin alla crisi e le centinaia di messaggi di sindaci e imprenditori che da giorni mi dicono: ma siete impazziti?”, racconta a Repubblica la ministra per il Sud e la coesione territoriale. 

Carfagna, da tempo, si è battuta contro una Forza Italia a vocazione leghista, contro un bel po’ di maggiorenti del partito di Berlusconi. “Per quattro anni, mi sono battuta all’interno del partito per difendere la sua collocazione europeista, occidentale e liberale, dall’abbraccio del sovranismo. Siamo stati sconfitti più volte, l’ultima in modo bruciante: neppure consultati sulla crisi di governo di salvezza nazionale che noi stessi avevamo voluto. Mi chiedo: ha senso proseguire una battaglia interna?”. 

Per Mara Carfagna c’è un prima e un dopo il 20 luglio. “Segna con forza un prima e un dopo, uno spartiacque. La mancata fiducia a Draghi indica la rinuncia a ogni autonomia della componente liberale dalla destra sovranista. Dal 20 luglio il Rubicone è stato varcato. È stata fatta una scelta di totale discontinuità con la nostra storia e le nostre relazioni europee e occidentali”. 

Anche per l’ex azzurra l’obiettivo è quello di ricompattare chi c’è stato a questa esperienza di Governo e tentare di risolvere le tante tematiche aperte del Paese, senza propaganda, populismi e sovranisti. E se vincerà la Meloni? Carfagna: “Meloni ha tutto il diritto di proporre la sua premiership. La sua idea dell’Italia, però, non è la mia. Io penso che l’Italia non debba somigliare all’Ungheria di Orban, ma alla Germania di Merkel. Penso che Steve Bannon sia un cattivo maestro. Penso che l’integrazione politica ed economia europea siano un’ancora di salvezza, non un pericolo per il nostro Paese”. 

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