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Manfredonia. Pulizia spiaggia al primo giugno

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Pulizia spiaggia al primo giugno

Le immagini parlano da sole. Cumuli di canne, legname trascinato dal mare, rifiuti abbandonati e una spiaggia che, a pochi giorni dall’inizio della stagione balneare, appare ancora lontanissima dall’essere pronta ad accogliere cittadini e turisti.

La delusione è ancora più grande per chi, come tanti trasfertisti, torna a casa dopo mesi di lavoro lontano e spera di ritrovare il proprio territorio curato, valorizzato e pronto ad affrontare l’estate. Invece, ancora una volta, la realtà si scontra con gli annunci.

Dopo una prima segnalazione sullo stato delle spiagge, era arrivato il consueto post del sindaco, quello che ormai molti cittadini definiscono il “lunedì dei sogni”: parole rassicuranti, promesse di interventi immediati e l’annuncio che le spiagge di competenza comunale sarebbero state completamente pulite entro il 23 maggio, data che coincide con l’avvio della stagione balneare fissata dall’ordinanza della Regione Puglia.

Oggi siamo al 1° giugno e lo stato dei fatti è sotto gli occhi di tutti.

È vero, qualche mezzo è al lavoro. Nessuno lo nega. Ma basta una passeggiata lungo il litorale per rendersi conto che il ritmo degli interventi è tutt’altro che adeguato all’urgenza della situazione. Se si continua con questa velocità, serviranno probabilmente ancora molti giorni prima di vedere un risultato accettabile. Nel frattempo, residenti e visitatori devono fare i conti con spiagge invase da materiale accumulato durante l’inverno.

La questione, però, non riguarda soltanto la pulizia.

Le spiagge comunali dovrebbero arrivare all’inizio della stagione balneare non solo sgombre dai detriti, ma anche dotate dei servizi essenziali previsti per garantire sicurezza e fruibilità: accessi decorosi, manutenzione delle aree, servizi di supporto e tutto ciò che rende una località balneare pronta ad accogliere chi sceglie di trascorrervi il proprio tempo libero.

Di tutto questo, almeno per il momento, non vi è traccia.

La sensazione è quella di assistere all’ennesimo scollamento tra comunicazione e realtà. Da una parte gli annunci, le date e le rassicurazioni pubbliche; dall’altra una spiaggia che racconta una storia diversa, fatta di ritardi, promesse non mantenute e occasioni perse.

Chi vive lontano per lavoro e torna nella propria terra vorrebbe poter parlare con orgoglio delle proprie spiagge. Vorrebbe vedere amministrazione e territorio camminare nella stessa direzione. Invece prevale l’amarezza nel constatare che, anche quest’anno, l’inizio della stagione balneare è arrivato prima che le spiagge fossero realmente pronte.

E mentre il calendario segna già giugno, la domanda resta la stessa: quando dalle parole si passerà definitivamente ai fatti?

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