
Manfredonia, “Facciamo Futuro? Due anni di promesse e nessun cambiamento”
Sono passati più di due anni da quelle elezioni, da quelle parole, da quel programma che si chiamava “Facciamo Futuro”. Eppure il futuro di Manfredonia sembra ancora bloccato al passato.
Settembre arriva come ogni anno, e con lui arriva la partenza. Non è il ritorno di chi se ne va temporaneamente è gente che se ne va perché non ha niente qui. Ragazzi, famiglie, chi ha una laurea e chi ha un mestiere. Se ne vanno a cercarlo altrove, quel lavoro “dignitoso, di qualità, inclusivo” che il programma elettorale prometteva di costruire. Ma non è stato costruito. Continua a non essere costruito.
Vediamo cosa è rimasto delle promesse:
Il diritto alla salute? Peggiorato, non migliorato. L’ospedale San Camillo continua a soffrire la stessa fame di risorse e attenzioni.
Il LUC, quel “laboratorio urbano culturale” che doveva tornare ai giovani nei primi 100 giorni? Ancora nulla. I nostri ragazzi continuano a non avere quell’“officina dei talenti” dove coltivare creatività e futuro.
Le zone umide e il Lago Salso? Ogni estate lo stesso copione: danni ingenti, promesse di intervento, responsabilità che nessuno prende. Estate dopo estate. Lo abbiamo visto anche quest’anno.
La pineta? Continua a cadere a pezzi. Alberi che crollano, interventi di emergenza che non risolvono. Non è protezione, è improvvisazione continua.
E le periferie? San Salvatore, Borgo Mezzanone, Siponto, i Comparti, la Litoranea Sud zone che il programma identificava come luoghi di eccellenza da valorizzare e ridare dignità. Precarietà invariata. Nulla di cambiato. Nulla di nuovo.
Le Assemblee cittadine di partecipazione e i Comitati di Quartieri? Promessi come metodo della “co-progettazione”. Teoricamente dovrebbero esistere. Ma dove sono i cittadini davvero coinvolti?
Non è una questione di cattive intenzioni. È scarto puro tra le parole e i fatti. Un programma bellissimo sulla carta questo è ma che rimane carta. Mentre Manfredonia continua a svuotarsi di cittadini, con i loro progetti, i loro sogni, le loro famiglie e la voglia di costruire qui il proprio futuro.
I cittadini non cercano miracoli. Cercano di vedere le cose scritte nel programma trasformarsi in cantieri veri, in decisioni vere, in cambiamenti concreti. Cercano una visione, una progettualità solida, una programmazione che funzioni.
Non cercano solo slogan e foto. Non cercano promesse per le prossime elezioni.
Cercano il rispetto di una città che dovrebbe tornare a vivere e far rimanere i suoi figli qui.
Le domande sono semplici:
Perché il LUC non è stato aperto? Quali risorse concrete sono destinate al diritto della salute? Quando partiranno davvero i progetti per le periferie? Chi risponde ogni estate per il Lago Salso? Come funzioneranno le assemblee cittadine e i comitati di quartieri?
I rinvii e le scuse non hanno più risultati. Servono delle risposte,punto.
Michele Arminio


