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Economia

L’equilibrio finanziario del bilancio e l’efficienza della struttura burocratica: gli obiettivi della politica

Chiunque governerà questa città nei prossimi cinque anni dovrà necessariamente affrontare due grandi sfide: 1) il riequilibrio finanziario del Bilancio Pubblico; 2) migliorare l’efficienza della struttura burocratica. Sono due obiettivi da raggiungere senza i quali ogni ragionamento futuro sulla città è un inganno alla Comunità, se non si consolidano questi due fondamentali pilastri non è possibile immaginare una ricostruzione in meglio della città.

Il Piano di Riequilibrio Finanziario approvato dalla precedente classe politica, in esame alla Corte dei Conti, presentava nell’esercizio 2018 uno squilibrio tra entrate e uscite correnti di oltre Euro 24 milioni e un indebitamento finanziario residuo di oltre Euro 45 milioni. Lo squilibrio comprendeva anche anticipazioni di tesoreria su entrate previste di oltre Euro 10 milioni inesistenti o di dubbia esigibilità.

Il Piano prevede che tale squilibrio non possa essere raggiunto prima di dieci anni (2028) pertanto tutta l’azione politica sarà rivolta ad evitare il dissesto e, le misure previste sono:

  1. Recupero dei residui attivi e lotta all’evasione fiscale per Euro 24 milioni (IMU Euro 8,6 mln; Tari, Tasi, Tarsu per Euro 7,1 mln; oneri concessori per Euro 5,8 mln);
  2. Blocco totale di ulteriore indebitamento finanziario per tutta la durata del Piano, quindi assenza totale di investimenti finanziati con debito;
  3. Dismissione del patrimonio immobiliare di proprietà del Comune per Euro 3 milioni;
  4. Accesso al Fondo di rotazione ex- art. 243 TUEL per Euro 6,1 milioni (finanziamento da parte dello Stato da restituire nei dieci anni per ripristinare la liquidità a breve);
  5. Riduzione della spesa corrente per Euro 3,6 milioni (trasporti, mensa scolastica, illuminazione e manutenzione della città, gestione tributi);

La Manovra Finanziaria complessiva da realizzare nei prossimi dieci anni per evitare il dissesto è pari a oltre Euro 30 milioni e, comprende anche la restituzione del Fondo di rotazione concesso dallo Stato per evitare l’immediata situazione di illiquidità dell’Ente Comunale.

La domanda che tutti dobbiamo farci e, in particolare la futura classe politica che si propone di guidare la città è: quanto è veritiero e fattibile questo Piano?

Da tecnocrate e da professionista evidenzio che il Piano presenta forti punti di debolezza, se mi venisse chiesto di attestare il Piano non lo farei, poiché le misure di lotta all’evasione fiscale e incasso dei residui attivi e la dismissione del patrimonio immobiliare, che complessivamente fanno il 90% dell’intera manovra finanziaria, sono difficilmente attuabili alle condizioni attuali. Storicamente non vi è mai stato alcun recupero importante di evasione fiscale, difatti l’Ente ha dovuto svalutare Euro 17,7 milioni di residui attivi poiché ritenuti inesigibili o prescritti. E’, di fatto mancata una struttura operativa capace di intercettare e recuperare l’evasione. Il servizio di riscossione delle entrate e di recupero dell’evasione in passato è stato affidato ad una società partecipata dal Comune e da un privato ed è costato Euro 2,1 milioni all’anno (privato colpito successivamente da interdittiva antimafia). Oggi lo stesso servizio affidato ad altra società costa Euro 800 mila annui (misura già attuata del Piano e relativa diminuzione della spesa corrente). Inoltre, in un mercato immobiliare ancora depresso è difficile pensare di dismettere un patrimonio immobiliare nel breve per oltre Euro 3 milioni. Molti si chiederanno allora non c’è speranza per questa città?  L’unica via di uscita che intravedo è che a guidare la città nei prossimi anni ci siano persone dotate di etica e competenza profonde oltre ad avere una credibilità tale da chiedere a tutti di adempiere al dovere di pagare le tasse. Il loro dire deve corrispondere al modo di vivere, le narrazioni che sentiremo raccontarci devono essere coerenti con il loro modo di essere, solo così potranno infondere in ciascuno e nella struttura gestionale e burocratica una ritrovata motivazione, una nuova cultura fatta di valori e di servizio pubblico, creare nuovo fermento e stimoli profondi. Tutti abbiamo bisogno di avere uno spirito nuovo che ci faccia superare anche quello che appare impossibile da raggiungere. Questa è una precondizione necessaria, quella sufficiente è dotarsi di una struttura organizzativa burocratica innovativa e adeguata alla strategia di risanamento molto ambiziosa. Gli strumenti tecnici, digitali, informativi e contabili per attuare e monitorare Il Piano ci sono e sono tanti, è fondamentale ora avere lo spirito giusto che ci renda consapevoli che siamo vicini al punto di non ritorno, che ci stiamo avvicinando a quella che gli economisti chiamano “frattura storica”, ovvero quella situazione in cui è a rischio la coesione sociale e dalla quale non si salva nessuno.

Tutto questo non è altro che dare esecuzione agli artt. 147 e 196 TUEL, che prevedono controlli di regolarità amministrativa, contabile, controllo strategico, controllo sulle partecipate e controllo degli equilibri finanziari, lasciando ampia libertà all’Ente di adottare gli strumenti più idonei per realizzarli. In “Il Futuro della Città” ho proposto il modello gestionale ed organizzativo della Balanced Scorecard di Kaplan e Norton, il più innovativo ed efficace, l’unico riconosciuto anche dai più prestigiosi Tribunali italiani (Milano e Roma). Il modello di organizzazione e gestione proposto serve a prospettare diversi scenari oltre a quello approvato per verificarne la fattibilità e la sostenibilità. Non è possibile guidare la città senza avere a disposizione modelli organizzativi e gestionali nuovi e innovativi, sarebbe come guidare un aereo senza gli strumenti di bordo: lo schianto è certo.

La sfida del Risanamento e della promozione dello sviluppo economico e civile della Città passano inesorabilmente dall’equilibrio di bilancio e dal buon funzionamento dell’Ente Comunale senza i quali ogni ragionamento di cambiamento e di rilancio è una velleità degli stolti. Inoltre, bisogna avviare investimenti importanti che l’Ente Comunale non può fare per gli squilibri da correggere, diventa pertanto, importante intercettare fondi europei a sostegno dello sviluppo economico e sociale e quelli del PNRR.

Alla politica rivolgo le parole pronunciate dal nostro Vescovo Padre Franco Moscone il 29 settembre 2021 in occasione della festa patronale di Monte S. Angelo: “non basta vincere le elezioni bisogna vincere nell’amministrare con equità e visione del futuro nel far prosperare il bene comune partendo dai diritti dei più deboli…” Questo è l’augurio che faccio alla città e a chi avrà la responsabilità e l’onere di guidarla in questo momento così difficile.

Nicola di Bari – Dottore Commercialista- Economista GEI – Associazione che raggruppa gli Economisti di Impresa più influenti del Paese – Testimonial presso Facoltà di Economia Università di Bologna e Luiss Business School su temi della Finanza Aziendale e Crisi di Impresa e Pianificazione e Controllo.

Comunicato Stampa

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