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Le forme del sogno: arte, memoria e…Manfredonia

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Le forme del sogno: arte, memoria e…Manfredonia

Qualche settimana fa ero a Sciale delle Rondinelle, nel giardino di Florian Lettl. Tra il verde, i libri e le opere d’arte si respira la storia di una famiglia che da oltre cinquant’anni ha intrecciato il proprio cammino con quello di Manfredonia. E poi ci sono le sculture di Florian, che lì prendono vita.

È stato durante una di quelle passeggiate che gli ho proposto di portarne alcune nel Chiostro di Palazzo San Domenico, come omaggio alla città che ama, prima che partissero per il museo Lettl di Augusta.

È nata così, in pochissimo tempo, “Le forme del sogno”. Anche il titolo mi è venuto in mente lì, guardando quelle opere. Perché il sogno è qualcosa di impalpabile, mentre nelle mani di Florian prende corpo, volume, materia. Diventa figura e finisce per raccontare qualcosa che riguarda tutti noi.

Al centro ideale della mostra c’era “La Metamorfosi”, l’ultima scultura realizzata da Florian, ispirata a un dipinto del 1977 di suo padre Wolfgang Lettl: un vecchio, giunto all’ultimo tratto della vita, si trasforma in uno stormo di uccelli bianchi. Wolfgang spiegava che quegli uccelli rappresentavano la morte, ma non la fine: una trasformazione, il passaggio verso un’altra dimensione. Anni dopo Florian ha ripreso quell’immagine e le ha dato nuova vita attraverso la scultura.

Intorno alla cisterna del Chiostro, le altre opere. “Booking”, con il suo libro. “Il Dogma”, l’uomo con l’imbuto calato sulla testa. E poi la figura con il grande orecchio, legata a un episodio unico nel rapporto artistico tra padre e figlio. Solitamente, infatti, sono le sculture di Florian a nascere da un quadro di Wolfgang. In questo caso, unica volta in assoluto, è accaduto il contrario: fu Wolfgang a lasciarsi ispirare dalla scultura del figlio per realizzare successivamente un proprio dipinto.

È proprio questo dialogo continuo tra padre e figlio, tra pittura e scultura, tra immagini nate decenni fa e forme che continuano ancora oggi a prendere vita, uno degli aspetti più affascinanti del mondo dei Lettl. E il loro legame con Manfredonia non è mai stato episodico. Wolfgang ha dipinto questa città, il suo mare, la sua luce, la sua gente. Florian continua a viverla e a creare qui, a mostrarla al museo di Augusta. Una sua opera, “Incontro al vertice”, alla Rotonda di viale Miramare, è ormai parte del nostro paesaggio urbano.

La mostra è durata pochi giorni, durante la festa patronale, ma ha lasciato molto. Lo raccontano le recensioni su Tripadvisor, dove qualcuno ha scritto di un’arte che “rimane dentro”, di “bellezza inaspettata”, di opere capaci di emozionare e far riflettere. Ma lo raccontano soprattutto le persone incontrate dal vivo: chi si fermava a lungo davanti a una scultura, chi faceva domande a Florian, chi tornava a guardarla dopo averne ascoltato il significato.

Vedere l’arte diventare occasione di incontro, di racconto, di stupore. Ecco, la cultura, per me, è anche questo: mettere in relazione persone, luoghi e storie. Soprattutto quando quelle storie appartengono già profondamente alla nostra città.

E quello dei Lettl con Manfredonia è un legame lungo più di mezzo secolo, fatto di arte, amicizia, ritorni e appartenenza. Un legame che, a breve, troverà anche un riconoscimento istituzionale: come Amministrazione comunale stiamo infatti lavorando per conferire a Florian Lettl la cittadinanza onoraria di Manfredonia.

“Le forme del sogno” si è conclusa.

Ma forse il bello dei sogni è proprio questo: non finiscono quando ci svegliamo. Restano dentro, continuano a prendere forma e a farci guardare con occhi diversi ciò che ci circonda.

Grazie Florian!

Maria Teresa Valente

Assessora al Welfare e Cultura