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L’affresco nella lunetta del portale di Santa Maria Maggiore di Siponto: un’opera da salvare

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L’ AFFRESCO NELLA LUNETTA DEL PORTALE DI SANTA MARIA MAGGIORE DI SIPONTO: UN’OPERA DA SALVARE 

Di Aldo Caroleo, Siponto.

Come ho avuto modo di dire altrove, il bacino  storico simbolico della Basilica di S.Maria Maggiore di Siponto è molto vasto e ancora quasi tutto da evidenziare , scoprire e commentare,ma soprattutto  salvare.

Il  bellissimo portale della Basilica datato intorno a fine XII e inizio XIII ,  si  pone per  l’eleganza e la luminosità, tra i più begli esempi di arte Romanica in Puglia, con chiare contaminazioni  ed influssi orientali e armeni,dalmati e islamici. Una meravigliosa,armonica  unione di stili e culture che hanno posto Siponto e la su Basilica  nella storia, come ponte culturale tra l’Oriente e l’Occidente.

Ho  rimarcato , in degli articoli precedenti, di alcuni aspetti simbolici del portale a cui rimando, per non essere ripetitivo. Della croce a rilievo sull’archivolto del portale,ho già riferito in un mio precedente intervento.

In questo mio nuovo contributo, voglio evidenziare un particolare,sempre trascurato  e che  riguarda un affresco ( o ciò che  ne rimane ), posto nella lunetta  del portale stesso databile, secondo me al 1700 …

Da quello che si può intuire in maniera chiara  si tratta di un affresco con due personaggi posti uno di fronte all’altro.

La figura sulla sinistra (di chi guarda) sembra essere alata: ciò lo deduco dal fatto  che dalle sue spalle si intravede una sagoma che sembra  di un’ala: quindi  una figura  angelica.

Guardando bene notiamo che  nella sua mano ha una specie di catenella

(o chiave?) che sembra porgere all’altra figura che gli sta di fronte  che si intravvede vestita con  i paramenti  Vescovili (si nota chiaramente la mitra).

Purtroppo  la parte centrale dell’affresco è completamente  sbiadita e illeggibile, ma a quel che ricordo durante il mio volontariato in Basilica,il centro era occupato da uno stemma in lamiera, sovrapposto che poi è stato tolto. Don Leo Petrangelo,ex Rettore della basilica afferma  che lo stemma riportato, e poi tolto era di Paolo VI ,in quanto Papa che l’aveva elevata a Basilica Minore, come si evince dall’epigrafe nella sacrestia della Basilica che riporta questo evento. 

Non si conoscono i motivi di questa rimozione, avvenuta sicuramente durante gli ultimi lavori e ritengo che debba essere rimesso al posto che occupava.

Gli  altri stemmi, scolpiti sulla pietra o sovrapposti, sono quelli del Vescovo Ginnasio, posto sulla parete superiore sormontante il portale e l’altro, sul primo pilastro a dx dell’interno della chiesa, appartenente a Vincenzo Maria Orsini, Arcivescovo Sipontino che nel 1675 riconsacrò un altare maius e inserendo le reliquie dei martiri  Benvenuto e Cesario, come è riportato nell’epigrafe accanto allo stemma.

 Tornando ai due personaggidell’affresco, ho ipotizzato due possibili spiegazioni.

 Il primo riferimento che più mi ha convinto è legato alle Apparitio di S.Michele Arcangelo al Vescovo Lorenzo Maiorano,cioè ai tre sogni avvenuti nella Basilica paleocristiana sipontina in seguito ai quali Lorenzo Maiorano dedicherà al Principe degli Angeli la Celeste Basilica, dando inizio a quello che sarà l’evento religioso e culturale straordinario che sfocerà nel fenomeno dei  Pellegrinaggi Medievali incentrati sull’ Homo, l’Angelus e il Deus..

(Homo: luoghi dove c’erano i corpi degli Apostoli :Santiago di Compostela  (San Giacomo) e Roma (Santi Pietro e Paolo), l’Angelus, appunto, Montesantangelo e la sua grotta scelta come dimora terrena da S.Michele Arcangelo  ed infine il Deus, i luoghi di Dio, la Terrasanta.

L’affresco indica chiaramente nel personaggio  sulla sinistra di chi guarda, un particolare emergente dalle spalle che sembrano riferirsi a delle ali.

La seconda ipotesi che mi viene in mente è un altro importante evento legato sempre alla nostra Basilica  e ai personaggi che si sono succeduti.

Questa mia tesi è legata alla salita sul soglio Pontificio da parte di Vincenzo Maria Orsini, Arcivescovo Sipontino che  ristrutturò la  chiesa, la Basilica che vediamo tutt’ora ,ricostruendo la copertura a volta a crociera  e inserendo la cupoletta a lanterna, con chiare evidenze barocche.

Nell’affresco appare chiaramente che il personaggio alato sulla sinistra, quindi una figura angelica, sembra porgere al Vescovo una specie di catenella ,magari con una chiave, in riferimento appunto al fatto che l’Orsini,sarà destinato ad avere in consegna  le Chiavi della Chiesa di San Pietro, poiché diventerà Papa col nome di Benedetto XIII .

Naturalmente queste mie sono ipotesi e non hanno la pretesa della certezza e che quindi, sono aperte a qualsiasi altra ipotesi interpretativa e  ringrazierò chiunque abbia da modificare o integrare con altre idee, ciò che ho ipotizzato.

Sarebbe auspicabile, come già avvenuto per l’affresco cinquecentesco di una Crocifissione scoperto e restaurato nella Cripta, che qualcuno pensasse sia al restauro di questo affresco ma anche ad un’altra opera che andrebbe fatta, vale a dire il rifacimento o la sostituzione del portone in legno della Basilica .Quello attuale, per lo stato in cui versa, non è sicuramente degno di un gioiello  che è il Portale della nostra Basilica.

Devo ringraziare per le foto e i particolari, il sempre disponibile Paolo Schiavone,volontario.

Aldo Caroleo, Siponto

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Redazione

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