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La Russa al Senato e Molinari alla Camera: domani l’avvio della Legislatura. Consultazioni dal 19/20

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L’accordo potrebbe realizzarsi già nelle prossime ore. Domani, a partire dalle ore 10.00, si aprirà il sipario sulla nuova legislatura. Le camere, in seduta comune, sono riunite per l’inizio della XIX legislatura. Gli occhi, in queste prime giornate, sono puntati sull’elezioni dei nuovi presidenti di Camera e Senato. Per la Camera il nome del successore potrebbe arrivare anche venerdì, mentre al Senato – al posto di Elisabetta Casellati – ci potrebbe essere già domani un presidente scelto al primo scrutinio.

L’idea di Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia a cui verrà affidato il compito dal Presidente della Repubblica di comporre un nuovo governo, è quella di andare veloci. L’obiettivo è chiudere già domani questa partita molto istituzionale. Meloni ha dichiarato: “Penso che non possiamo perdere tempo, la situazione dell’Italia non è facile”.

Questo pomeriggio ci sarà un vertice del centro-destra abbastanza decisivo. Si decideranno infatti alcune pedine del toto-ministri che, di fatto, potrebbero sbloccare definitivamente la partita dei presidenti delle due camere. A votare i presidenti, infatti, saranno 200 senatori (anziché 315) e 400 deputati (al posto di 630). Il numero più ristretto facilita il centro-destra che, in entrambe le camere, ha una maggioranza abbastanza corposa.

Lo schema di gioco che domani potrebbe accelerare il tutto è questo: una presidenza al partito di maggioranza, ovvero Fratelli d’Italia e una riservata alla Lega di Matteo Salvini. I nomi (confermati) sono quello di Ignazio La Russa al Senato e Riccardo Molinari alla Camera.

L’elezione dei due presidenti è il primo passaggio istituzionale necessario per avviare le consultazioni al Quirinale con i colloqui che la Meloni dovrà fare con tutta una serie di personalità come i presidenti emeriti e i presidenti dei due rami del Parlamento. Le consultazioni potrebbero partire il 20 ottobre, anche se più di qualcuno anticipa a un giorno l’inizio, dunque il 19 ottobre. L’idea è quella di chiudere in fretta le consultazioni e affidare l’incarico a Giorgia Meloni direttamente il 21 sera oppure il 22 mattina.

I tempi sarebbero maturi. Gli accordi sui ministeri potrebbero in fretta trovare una quadra come ha dichiarato Giovanni Donzelli, parlamentare di Fratelli d’Italia e responsabile dell’organizzazione del partito. “Non parliamo delle ipotesi dei ministri fintantoché non ci sarà l’incarico da parte del Presidente della Repubblica al presidente del Consiglio incaricato. In quel momento scoprirete che la lista dei ministri è pronta e che c’è serenità nel centrodestra, c’è compattezza e che tante parole sono state spese in questi giorni perché ovviamente c’erano da aspettare i percorsi istituzionali. Noi siamo pronti. Semplicemente non possiamo depositare la lista dei ministri perché non c’è un presidente del consiglio incaricato”.

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