La “coppietta” di centenari di Taranto che ha superato il covid, anche grazie alla nipote

Sta girando, anche sulla stampa nazionale, questa storia avvenuta a Taranto. Quella di una “coppietta” di centenari che ha superato il covid, anche grazie all’aiuto della nipote.
Così la redazione di inchiostro di Puglia ha chiesto ad Alessia (la nipote in questione) di raccontarci come è andato il fatto ![]()
“Caro Inchiostro di Puglia… Tutto è cominciato l’11 Novembre, quando la ASL ci ha chiamato per comunicarci la positività al Covid 19 di mia nonna Valdivia di 97 anni. Mentre mio nonno Alvo, 100 anni già compiuti, è risultato negativo. Il tampone è stato necessario perché una delle badanti che assistono i nonni h24 è risultata positiva a questo maledetto virus. A questo punto si sono attivati tutti i vari protocolli: quarantena fiduciaria per i “contatti stretti”, tra cui mia madre e tutte le badanti, e i nonni da soli chiusi in casa. ….Il giorno dopo, 12 Novembre, si sono susseguite le telefonate ai vari Enti: ASL, Croce Rossa, Servizi Sociali del Comune, Carabinieri… Mi sentivo in un labirinto senza uscita.Mi dicono che i nonni devono stare in isolamento a casa loro. La nonna è asintomatica e, quindi, non può essere ricoverata. Tutti molto gentili e collaborativi, ma io continuo a ripetere “I nonni sono due centenari, non possono rimanere da soli!”.Sono quasi ciechi e sordi. Hanno difficoltà ad andare in bagno da soli. Come faranno?? Nel caos di quei giorni una risposta non arriva. “Che faccio?” mi sono detta. Mi sono vestita e sono andata a casa dei nonni. Non mi rispondevano al cellulare dalla sera prima. Non potevo stare con le mani in mano. Suono il campanello. La nonna dopo dieci minuti mi risponde da dietro la porta. Lei sta bene ma non mi riconosce. Perché non vede, vede solo le ombre.Così cerco di rassicurarla per quanto mi è possibile, le spiego che non posso avvicinarmi, ma che resterò sul pianerottolo. Lei piange, io rido e cerco di farla distrarre…Così decido di rimanere lì. Per tenere loro compagnia dall’altro lato della porta, per procurare loro quello che serve, ma soprattutto per assicurarmi che stiano bene.Intano la notizia è arrivata alla stampa: chiamano i giornalisti, arrivano le telecamere (madò). Ricevo una telefonata da parte della ASL che vuole capire cosa stia succedendo. E pare che qualcosa si stia muovendo.Nel frattempo la nonna vuole darmi un cuscino, “Così stai più comoda alla nonna”, mentre in sottofondo aleggiano le note della sigla di Beautiful. Nel pomeriggio arrivano due medici dell’USCA che hanno potuto accertare l’assenza di sintomi Covid. Hanno immediatamente compreso le difficoltà socio-assistenziale del caso, ma ci spiegano che neanche il 118 può intervenire perché il quadro generale non è compatibile con un’urgenza.Intanto si era fatta sera. Ho detto ai nonni che andavo via, che dovevano bere la solita tazza di latte con i biscotti e che dovevano mettersi a letto, promettendo loro che domani mattina avremmo trovato una soluzione. ….Il 14 Novembre, anche grazie all’interessamento dell’ Assessore ai Servizi Sociali, finalmente si trova una quadra. Dal giorno dopo una cooperativa privata si occuperà di mandare OSS, muniti di tutti i DPI , per entrare in casa ad assistere i nonni. Un’ora al mattino e una alla sera (orario che potrà essere esteso qualora sia necessario) per igiene personale e il resto. Passo un’altra giornata sul pianerottolo, ma con la consapevolezza che adesso potevamo stare più tranquilli.….Fino a quando il 20 Novembre l’incubo è finito! I nonni hanno rifatto il tampone e sono risultati entrambi negativi!Nel mezzo ci sono stati 10 giorni in cui si è rinunciato a tanto ma c’è stato l’impegno di persone che hanno lavorato silenziosamente affinché ai nonni non mancasse nulla. I miei nonno hanno dedicato la loro vita a me e mio fratello. Volevo solo esserci per dire loro grazie.”
Never give up. Alessia
Fotografia Estate 2018
Fonte: InchiostrodiPuglia


