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La Camera accetta le dimissioni di Vito, per Michaela Di Donna si aprono le porte del Parlamento

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La Camera dei deputati, pochi minuti fa, ha accolto (al primo scrutinio) le dimissioni dell’Onorevole Elio Vito.Con 225 voti favorevoli, 192 contrari e 3 astenuti, la Camera ha votato favorevolmente alle dimissioni dell’onorevole forzista che qualche settimana fa aveva deciso di abbandonare il suo storico partito, Forza Italia e, dunque di abbandonare anche il parlamento che l’aveva eletto con quella formazione politica. Dopo otto legislature, eletto ininterrottamente dal 1992, Vito lascia la Camera. 

Motivazioni ideali, dunque. “Non posso più stare in un partito che applaude all’affossamento del Del San e che si apparenta alle elezioni con formazioni di destra estrema. L’antifascismo è un valore costitutivo della Repubblica rispetto al quale non vi può essere alcuna deroga, soprattutto in questo momento storico, quando sono tornati gravi episodi di violenza squadrista”.

Grazie alle dimissioni (accettate) di Vito, che ha fatto questa scelta perché non riconosceva più il profilo liberale del partito di Silvio Berlusconi, la strada per il Parlamento sarebbe spianata per Michaela Di Donna, politica foggiana, cognata dell’ex sindaco Franco Landella, terza nel listino bloccato alle politiche del 2018. La Di Donna, oramai confluita nella Lega di Matteo Salvini, potrebbe dunque raggiungere il Parlamento a pochi mesi dalla chiusura della legislatura. 

Se il governo Draghi andrà avanti, Michaela Di Donna sarà una nuova parlamentare del territorio della Capitanata. Invece, se la corsa del Governo si arresterà fra pochi giorni, complice la crisi di governo in atto in queste ore, il sogno della politica foggiana tramonterà. La Di Donna, che aveva lasciato in dissenso il partito di Silvio Berlusconi, potrebbe entrare con Forza Italia in Parlamento e, subito dopo, ingrossare le fila del partito di Matteo Salvini. Ora il tutto passa alla Giunta delle elezioni che dovrà individuare chi, effettivamente, ha diritto a subentrare a Vito. Subito dopo la proclamazione del nuovo eletto.

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