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Intervista a due “eccellenze” del giornalismo sportivo pugliese, Antonio Castriotta e Sabino Paradiso

UN MANFREDONIA PROTAGONISTA
Intervista a due “eccellenze” del giornalismo sportivo pugliese, Antonio Castriotta e Sabino Paradiso

Il Manfredonia Calcio si accinge a disputare il suo 82° campionato ufficiale dall’epoca della sua fondazione (1932) e rifondazione (1950, 2010, 2018), ed abbiamo voluto tracciare una panoramica su quella che potrebbe essere l’Eccellenza Pugliese dei sipontini e delle altre squadre, con due colleghi giornalisti, grandi esperti del football della nostra regione nonché attenti e scrupolosi osservatori del fenomeno e cioè Antonio Castriotta e Sabino Paradiso.


Chiediamo al primo un commento sulla rosa sipontina, molto rivoluzionata rispetto alla passata stagione: “l’età degli acquisti si è un pò alzata ma trattasi sempre di giocatori con importanti qualità tecniche. Il campo dirà se la scelta è stata azzeccata. In ogni caso si tratta di un torneo dove lo sdoppiamento dei gironi per via del Covid ha tolto un po’ di qualità, soprattutto con riferimento al passato. La reintroduzione dei playoff dovrebbe renderlo meno noioso rispetto a quello trascorso”.


I sipontini hanno rinunciato ad alcune loro bandiere tipo Trotta e Stoppiello, i quali sono approdati ad una diretta rivale dei biancoazzurri, come sarà la premier league regionele: “A parer mio – ci dice Sabino Paradiso – l’Eccellenza pugliese, complice l’emergenza Covid, ha perso molto del suo fascino dell’antico passato con la suddivisione in due gironi. Comprendo perfettamente l’esigenza e la necessità dei presidenti in virtù dell’aggravarsi situazione economica dovuta alle restrizioni legate alla pandemia, preferendo adottare questo nuovo standard per il massimo campionato regionale, attuato dal Comitato Regionale Puglia dopo l’ok in maggioranza delle società pugliesi. Però, credo che dalla prossima stagione sportiva, anche qui in Puglia si dovrebbe ritornar a rigor di logica, a ciò che abbiamo da sempre conosciuto fin momento in cui è stata istituita l’Eccellenza, ovvero un campionato regionale a girone unico. E probabilmente, ritornerà a 20 squadre per la stagione 2023/24, per poi andare verso un secondo ridimensionamento nella stagione seguente a 18 unità. Ciò comporterà che in questa stagione, da entrambi i gironi, ci saranno ben quattro o forse anche cinque retrocessioni nel campionato di Promozione, il che renderà nuovamente l’Eccellenza un campionato “vivo d’interesse” considerando anche i playoff reintrodotti, congiunti alla stregua lotta per non retrocedere e/o evitare l’ipotetico singolo playout.

Ergo, si lotterà dalla prima all’ultima giornata per raggiungere i determinati obiettivi che ogni società si prefiggerà, rendendo la regular season (e successiva appendice playoff regionale e nazionale) molto avvincente, regalando emozioni ai tanti tifosi delle diverse città partecipanti, senza omettere la curiosità che la nuova formula della coppa Italia di Eccellenza potrebbe destare, oltre che nel concreto, un’ulteriore chance per la squadra che alzerà al cielo da prima il trofeo regionale, per poi poter fare strada nella fase nazionale che regala la promozione in serie D”.


Ritornando ad Antonio Castriotta, quali sono le squadre favorite del girone A: “Bisceglie e Manfredonia per qualità della rosa e blasone ma occhio al Corato e San Severo”.


Della stessa idea anche Sabino Paradiso: “Entrando nel dettaglio per quello che potrebbero esprimere in termini tecnici i due gironi, nel raggruppamento A, vedo 3/4 squadre in lotta per il primato e pertanto per i primissimi posti in graduatoria in zona playoff (Manfredonia, San Severo, Bisceglie e forse Mola), con eventuali una o due sorprese (Corato e forse Unione Bisceglie parer mio), mentre le restanti 7/8 squadre che non saranno coinvolte per i vertici della classifica, dovranno tutte sudare fin all’ultimo secondo dell’ultima giornata, in quanto al momento, vedo soltanto 2 o forse minimo 3 squadre, sulla carta inferiori rispetto a tutte le altre compagini, ove per codeste (mio modesto avviso) ci sarà inevitabilmente da rinforzarsi per evitare la «caduta» nel prossimo campionato di Promozione. Concerne il raggruppamento centro meridionale pugliese, vedo i salentini della Città di Gallipoli (che hanno riacquisito la storica denominazione di A.S.D. Gallipoli Calcio, con conseguente logo societario annesso) vincitori in Promozione del girone B con larghissimo anticipo la scorsa stagione, come favoriti per la vittoria finale, o meglio, per scontrarsi con la vincente del girone A per guadagnarsi l’accesso in serie D.

In lotta con loro, inevitabilmente per ovvie motivazioni, ci sarà l’altra squadra della città, ovvero il Gallipoli Football 1909 che di certo non starà a guardare, al pari delle tre società del tarantino quali Massafra, Manduria e Ginosa, che ad oggi possiedono un qualcosa in più rispetto alle altre “sorelle provinciali” Castellaneta e la ripescata Avetrana. Mi aspetto buone cose dell’Ostuni, mentre da parte delle salentine ci si può aspettare di tutto a livello di imprevedibilità, sulla falsariga delle ultime stagioni dove squadre come l’Ugento, l’Otranto ed il Maglie in specie, hanno fatto realmente bene. Le altre due ripescate dovranno subito calarsi nella nuova realtà dell’Eccellenza, con il Novoli già in passato “ospite” di questa categoria, al contrario dell’Arboris Belli, che sarà «l’intruso» di questo girone in virtù della posizione geografica nell’estremo sud barese (il Polimnia dovrebbe essere inserito nel girone A), tale realtà rappresenterà il vessillo gialloverde di Alberobello, per la prima volta nella sua storia nel massimo campionato regionale, chapeau!. Tutto tace invece sul fronte Virtus Matino dopo la retrocessione dalla serie D ed il disimpegno della presidente Costantino, dopo i noti problemi con l’amministrazione comunale riguardo lo stadio casalingo”.


Il Manfredonia Calcio ha puntato molto su uomini di esperienza, tra questi Turritto e Morra: “Sicuramente – aggiunge Castriotta – c’è anche Biason e ma anche Diego Quitadamo, un ragazzo che seguo con interesse da tempo”.


In definitiva, secondo le previsioni il Manfredonia è tra le favorite: “Effettivamente nel girone A dopo il Manfredonia, senza dubbio credo che le due squadre maggiormente rafforzate – continua Paradiso – siano il San Severo del neo tecnico Danilo Rufini (di ritorno nella piazza foggiana), che potrà contare sull’apporto del blocco ex sipontino, guidato da Pasquale Trotta, seguito a ruota da Stoppiello, Salvemini, Alessandro Morra, Colangione e Leuci. A questi si aggiungono il centrocampista Rubino ex Bisceglie ed il duo difensivo composto da Ianniciello ex Corato e Pippo Caruso ex Vieste, per un ipotetico modulo tattico basato sul 3-5-2 o 3-4-3. Vedo bene anche il Bisceglie nonostante la retrocessione dalla serie D, in panchina si sono affidati ad un allenatore di categoria quale Franco Cinque, mentre per l’allestimento della squadra sono stati inseriti diversi elementi che potranno sicuramente fare più che bene, come per esempio nel reparto offensivo composto da gente esperta quale De Vivo, Consolazio, l’intramontabile Di Rito e l’argentino Salguero ex Matino. A centrocampo ci sarà tantissima qualità con la presenza di Stefanini ex capitano del Trinitapoli, Simone Fanelli (figlio d’arte di Vito), Francesco Grumo che proprio nel Manfredonia ha lasciato il segno e Paolillo che vanta buone annate nelle diverse passate esperienze. Nella retroguardia difensiva spicca Stefano Tarolli in porta, ex guardiano del Foggia in serie C, con il trio argentino Stele, Rodriguez, Pissinis che senz’altro garantirà sicurezza, indipendentemente dallo schema che l’allenatore prediligerà al meglio. Dopo le stelle neroazzurre vedo l’Unione Sportiva Mola, neonata società guidata del duo presidenziale Divella-Liuzzi, sorta sulle ceneri dell’ex Città di Mola, con alla guida il tecnico Massimiliano Tangorra (ex Barletta) ed il DS Francesco Morgese, che hanno costruito una squadra “rognosa” composta da giocatori interessanti quali l’attaccante Souare (ex giovanili nel Sassuolo, Bologna ed Inter) ed il giovane barese Mongiello, a centrocampo si distinguono Diagne, Zingrillo e Ricucci tutta gente di categoria; con in difesa un mix tra esperienza e gioventù annoverando pedine come Dispoto, Cantalice, Colella, Santoro, Pinto e Vogliacco, a guardia dell’esperto portiere tranese Musacco, per un probabilissimo 3-5-2.

Desta molta curiosità il nuovo Corato del post presidente Maldera che pare si sia defilato pro-tempore. Formazione che sarà ai nastri di partenza come possibile sorpresa di questa Eccellenza, guidata da un ottimo allenatore quale Fabio Di Domenico, tra l’altro di ritorno nella piazza neroverde, con una squadra che potrebbe ipotecare il piazzamento playoff come nelle recenti scorse stagioni, ma con un budget ridimensionato al netto di diverse cessioni eccellenti, controbilanciate dall’ingaggio di giocatori dall’alto potenziale come l’attaccante Kone, i centrocampisti Mbaye e Diomandè ed il difensore Ripanto al momento. Considerando ciò al netto dell riconferme del portierone Addario ed il centrale difensivo Guglielmi”.


Desta curiosità il fatto che il Manfredonia ha attinto molto dal Bitonto: “È vero, questo è innegabile – continua Paradiso – in quanto Biason, Fiorentino, Montrone e Turitto, sono tutti ex neroverdi, ma è abbastanza chiaro che l’arrivo di questi calciatori del barese in quel di Manfredonia, è dettato dall’approdo di Fabio Moscelli in qualità di nuovo direttore sportivo, con cui ha già collaborato precedentemente con Mr. De Candia proprio nella parentesi di Gravina in serie D, dove ottennero un’incredibile salvezza. Moscelli, è stato un attaccante di lungo corso essendosi ritirato dall’attività agonistica proprio recentemente nel 2018 all’età di 42 anni, dopo una carriera lunghissima spesa sui campi di moltissime città pugliesi e non, dalla serie B fin all’Eccellenza.

È proprio in un’ultima sua esperienza da calciatore, è stato protagonista proprio nella piazza di Bitonto, oltre le importanti stagioni vissute con le maglie di Altamura, Fidelis Andria, Bisceglie, Noicattaro, Barletta, Brindisi, Molfetta e tante altre ancora, ma è nella città dei santi medici che il neo DS ha potuto legarsi inequivocabilmente, a diversi calciatori che tutt’oggi figurano nella rosa bianca azzurra”. Desta curiosità lo schema che adotterà Mister De Candia: “Innanzitutto, prima di parlare di schemi tattici – conclude Paradiso – bisogna sapere chi è Pasquale De Candia come allenatore, chi è ben addentrato e conosce il calcio dilettantistico, non può che sottolineare come egli sia un tecnico navigato, esperto per la categoria e vincente, sicuramente un allenatore di livello superiore. Dopo essere stato per diverse stagioni il “secondo storico” di un altro grandissimo mister quale Nicola Ragno (entrambi nativi di Molfetta) con cui ha raccolto tanti successi, è diventato primo allenatore a tutti gli effetti, salendo alla ribalta delle cronache calcistiche nella stagione 2018/19, dove conseguì il prestigioso «triplete» con il Casarano, portando le “serpi rossoblù” nel vincere il campionato di Eccellenza, la Coppa Italia di Eccellenza e la Coppa Italia di Eccellenza nella fase nazionale Dilettanti. In seguito c’è stata la mission impossible in quel di Gravina in serie D, dove ha raccolto una squadra ultima in classifica a 12 giornate dal termine, realizzando la bellezza di ben 20 punti, traghettando la squadra ad 12° posto finale con 35 punti, evitando anche i playout. Ed infine nell’ultima stagione, sempre in serie D, sulla panchina dei neretini del Nardò (un ritorno dopo le annate 2014/15 e 2015/16 come vice di Ragno appunto), subentrando anche questa volta in corsa, a spese di un altro esperto allenatore quale Totò Ciullo, ma De Candia è riuscito comunque nel centrare l’obiettivo, ottenendo la salvezza seppur ai playout contro i campani del San Giorgio, riuscendo nel far mantenere la quarta serie nazionale alla squadra salentina, dopo una partenza iniziale con 4 sconfitte, 1 pareggio ed una sola vittoria, tra pause Covid e rinvii, alla fine la squadra otterrà 45 punti sfiorendo di un nulla salvezza diretta. Il modulo “da battaglia”, se così si può apostrofare, per Mr. De Candia è il 3-5-2, però non disdegna anche le possibili varianti del 4-3-3 o il 3-4-3. Credo che anche in questa sua nuova avventura sulla panchina dei sipontini, porterà delle innovazioni tattiche oltre nel saper imbastire e proporre un buon gioco, considerando l’elevata presenza in rosa di calciatori dall’alto tasso tecnico a sua disposizione, come per esempio i centravanti Morra (ex Cerignola) e Triggiani (ex Molfetta) o l’attaccante esterno Potenza (ex Gravina, Nardò e Taranto), senza dimenticare la qualità sopraffina di calciatori come Turitto e Quitadamo o la quantità di classe fornita da centrocampisti tipo Biason, Fiorentino e Luzzi (scuola Benevento), ma anche dal riconfermato Cicerelli.

Sulle fasce senz’altro ci saranno giocatori che possono essere impiegati sia come terzini in una difesa a quattro, che sia come quinti in una linea di centrocampo a cinque o quattro, e qui gente come l’argentino Giambuzzi a destra e Lobosco (con diverse parentesi in D ed una in C a Monopoli) a sinistra, garantiscono molta efficienza. Il reparto arretrato credo che, già nel poter annoverare la presenza di un roccioso centrale quale Montrone, possa soltanto che essere ben composto per la composizione di un pacchetto solido, con Dinielli (ex Matera) schierabile sia in fascia che al centro, e se nelle prossime settimane, si dovrebbe arrivare alla firma anche per l’altro difensore esperto Rocco D’Aiello (la scorsa stagione a Corato), uomo fidato del mister e capitano di quel Casarano formato “tank”, a quel punto i sipontini sarebbero un’autentica corazzata già pronti per il salto nelle serie superiore”.
Insomma, incrociando le dita, questa dovrebbe essere l’annata giusta per ritornare nella quarta serie nazionale, e nell’anno del novantesimo, sarebbe proprio un bel traguardo.


Giovanni Ognissanti

Redazione

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