Attualità Capitanata

“Il futuro delle donne è anche il nostro”

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La pandemia da Covid 19 nel nostro Paese ha aumentato il divario di genere colpendo in maniera pesantissima le donne. Su 100 mila posti di lavoro persi, nonostante il blocco dei licenziamenti, 7 su dieci riguardano le donne, le più esposte a situazioni di precarietà e le più impegnate rispetto al lavoro familiare.

La pandemia ha aggiunto una ulteriore discriminazione di genere alle tante già presenti non più sopportabili che il sistema nel suo complesso provoca. 

Nella città di Manfredonia la crisi sanitaria ha reso ancor più drammatica la situazione occupazionale delle donne. Prima della crisi il tasso di occupazione femminile era pari al 29,7% rispetto ad un dato nazionale che era pari al 50%. Covid 19 ha aggravato questo dato riducendolo di ulteriori 4 punti percentuali portandolo al 25%, rispetto ad un dato nazionale del 48,6%. (-1,4%). In altre parole, allo stato attuale su dieci donne potenzialmente attive sul mercato del lavoro solo 1 su quattro ha un lavoro stabile, rispetto a quasi una su due del dato nazionale. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria esclusione delle donne dal mercato del lavoro e dai luoghi decisionali.

Le ragioni di tutto questo sono dovute al fatto che le donne sono impiegate soprattutto nel settore dei servizi e di cura alla persona e, la chiusura delle scuole ha aumentato il carico familiare che ha pesato tutto sulle donne attraverso rinuncia anche al posto di lavoro. Non si riesce ancora ad immaginare cosa succederà quando verrà meno il blocco dei licenziamenti.

Non ci sono parole più incisive di quelle che Papa Francesco rivolse ai giovani e alle donne in occasione dell’incontro per il forum The Economy of Francesco “Non potete rimanere fuori dai luoghi in cui si genera, non dico il vostro futuro, ma il vostro presente. Voi non potete restare fuori da dove si genera il presente e il futuro. O siete coinvolti o la storia vi passerà sopra”.

E’, arrivato il momento che anche le donne si occupino della gestione della cosa pubblica, se non occuperanno le posizioni chiave della politica e delle istituzioni non ci sarà nessun cambio di passo. Queste parole del Papa le trovo tremendamente attuali anche per la città di Manfredonia. E’, immorale e criminale tenere fuori dal mercato del lavoro tanti talenti, che costituiscono più della metà della popolazione e, così come è un enorme spreco di ricchezza e di futuro lasciare fuori le donne dalla politica, dalle istituzioni e dalle posizioni apicali delle imprese.

La competenza delle donne è un dato acquisito da tempo, primeggiano ovunque li viene dato lo spazio necessario, sia nel settore pubblico che in quello privato. Se il gravame familiare fosse equamente ripartito non ci sarebbe partita di risultati e di performance tra uomini e donne.

Il divario di genere non è più tollerabile poiché creato artificiosamente dai maschi nel corso della storia. Un sistema che continua ad escludere le donne non ha nessun futuro, la dimostrazione di questa affermazione sta tutta in dati oggettivi. I Paesi, le grandi organizzazioni internazionali, le imprese governate da donne hanno performance migliori di quelli gestite dagli uomini e, la ragione sta tutta nel fatto che le donne sono più concrete, più affidabili, conosco meglio le difficoltà e sanno come superarle, hanno un senso della moralità, della giustizia e dell’uguaglianza che i maschi purtroppo hanno perso da tempo. 

Non potete rimanere fuori dai posti e dai luoghi dove si progetta il vostro presente e futuro e quello dei vostri figli, siete la maggioranza per numero, per competenze, per senso morale e etico e per performance e, pertanto avete una responsabilità importante per migliorare il mondo, non continuate a delegarlo ai maschi, hanno dimostrato di non esserne capaci, siamo ad un passo dalla fine del mondo.

Nicola di Bari

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