Attualità Capitanata

I 74 anni di Gino Strada, un uomo contro le guerre. “Bisogna curare le vittime: una persona alla volta”

Avrebbe compiuto 74 anni oggi Gino Strada, il fondatore di Emergency. Il medico, chirurgo e attivista italiano, morto l’anno scorso, ritorna spesso in mente in questi giorni di guerre e conflitti. Strada, carattere schivo e determinato, ha dedicato la sua vita a salvare la vita ai civili e alle vittime di molti conflitti del nostro tempo. Si dichiarava, da sempre, non un pacifista, ma un uomo convintamente contro la guerra. 

La guerra, che lui aveva cominciato a conoscere dal 1989 quando cominciò a collaborare con la Croce Rossa in varie zone di guerra come il Pakistan, Afghanistan e la Bosina Erzegovina, la considerava un prodotto diabolico dell’umanità. Soprattutto le guerre moderne che, a differenza delle altre, avevano una negatività maggiore: lasciavano e lasciano sul campo civili morti più che persone legate agli schieramenti contrapposti. 

La sua missione, quella di curare una persona alla volta, senza distinzioni o appartenenze, si è concretizzata nel 1994 con la fondazione e l’attività preziosissima di Emergency. Questa mattina sua figlia Cecilia, anche lei impegnata nel sociale come il padre, ha scritto ricordandolo: “I figli crescono, le mamme imbiancano” – anche se tu ci hai messo decine di anni a capire cosa significasse davvero, prima pensavi “mah, a casa mia ha sempre tinteggiato mio padre”. Chissà cosa diresti dei miei capelli sempre più bianchi, compreso un ciuffo nuovo che è tutto tuo, tutto per quella idea stupida di morire in un giorno d’agosto mentre stavo in mezzo al mare. Io imbianco – e tinteggio, anche. Più di tutto mi manca quel giorno in cui giocavi a nascondino con i bambini, le tende del salotto indossate a mo’ di turbante, gridando “ma come avete fatto a vedermi, ero travestito da tenda”. Più di tutto mi manca l’uomo, non l’eroe. E stasera mi faccio un Campari alla tua salute: buon compleanno papà”.

Strada, esempio di un uomo in lotta contro l’idea della guerra, ha insegnato al mondo – tramite il suo essere medico – che davanti a un problema, bisogna salvare il salvabile, agendo subito. Lui lo fece con la sua chirurgia che, come ha scritto nel suo ultimo libro pubblicato postumo da Feltrinelli, è servita a lui come esercizio minimo di pace e solidarietà. “Bisogna curare le vittime e rivendicare i diritti. Una persona alla volta”. 

Gelsomino Ceramiche
Promo Manfredi Ricevimenti
Promo UnipolSai ilSipontino.net
Centro Commerciale Gargano

Articoli correlati