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Grillo minaccia Conte: “Se deroghi al secondo mandato lascio il MoVimento”

Lo scenario potrebbe rivelarsi paradossale, ma non tanto. Beppe Grillo, fondatore del MoVimento 5 Stelle, potrebbe lasciare il suo partito politico se non verrà rispettata la regola del doppio mandato. Ieri, fonti vicinissime ai pentastellati, hanno raccontato di una tensione costante fra Grillo e Conte. Il primo avrebbe minacciato il secondo. “Se deroghi al secondo mandato dovrai fare a meno di me, lascio il MoVimento 5 Stelle”, avrebbe confessato un Grillo non poco infuriato. La decisione sul secondo mandato dovrà essere sciolta nelle prossime 48 ore. Fra oggi, con l’attesa del rientro dell’ex premier a Roma di ritorno dalla sua San Giovanni Rotondo, e venerdì. La posizione del fondatore, però, resterà granitica. Grillo sarebbe contrario anche alla mini-deroga, molto caldeggiata dal premier, che salverebbe appena 4 o 5 fedelissimi. Uno dei nomi che avrebbe dovuto essere protetto da questa mini deroga era quello di Roberto Fico, l’attuale (e uscente) Presidente della Camera. 

Per Grillo, però, questo schema non è applicabile. Secondo fonti giornalistiche ben informate, la volontà di Grillo per un no secco al doppio mandato è da ricercarsi anche in uno sbarramento per alcune personalità che, durante la prima lite con l’ex avvocato del popolo, si erano schierate contro di lui, contro il fondatore dei grillini. Come Vito Crimi, Giancarlo Cancellieri, Roberta Lombardi o Paola Taverna. Tutti nomi che, in più occasioni, si sono ritrovati a girare le spalle a Grillo e a sostenere le posizioni di Conte. Grillo, secondo il Corriere, si è sentito tante volte tradito dai suoi figli politici ed è per questo che adesso brama vendetta. 

Le reazioni, all’interno del MoVimento, non sono lei più serene. “Così però ci uccide tutti”, è la frase che più si rincorre in queste ore nei palazzi romani. Il filo, però, è molto sottile e ogni passo di Conte potrebbe essere fatale. Per molti Grillo è a lavoro per una soluzione. I più vicini al comico genovese ricordano che Grillo è comunque il proprietario del simbolo e dei domini internet del MoVimento; dunque, non si può andare alla rottura totale con lui. Grillo potrebbe anche mollare Conte senza simbolo in caso di rottura. Una decisione che non conviene a nessuno dei due, considerata già la maxi scissione di Luigi Di Maio, il campo largo (morto) con il Pd e le percentuali dei sondaggi che, dopo il 2018, danno i grillini in caduta libera. 

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