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Folla ai funerali di Lorenzo: “Voleva che il funerale fosse una festa di vita, vita non tolta ma trasformata”

La storia di Lorenzo Bastelli ha commosso l’Italia intera. Prima per l’accorato appello di sua mamma, Francesca, per inviare al quattordicenne lettere e pensieri, e poi per la sua tragica morte. Ieri, nel suo piccolo paesino di Castel San Pietro (Bologna), si sono svolti i funerali del piccolo Lorenzo. Costretto a restare a casa per il sarcoma di Ewing, che l’aveva portato via nella notte del 22 novembre, ieri Lorenzo è ritornato a volare.

La mamma, Francesca Ferri, ha ricordato il suo bambino, quel campioncino bellissimo di basket di appena 14 anni, come un ragazzo “assetato di vita”. Al Resto del Carlino ha raccontato che “Lorenzo era forte e tenace come un leone, scaltro intelligente ma quello che aveva era la sensibilità di proteggere chi amava a qualunque costo. Mi diceva sempre: se non rischi non vivi, la mia vita la voglio, anche se con la malattia. Oggi abbiamo bisogno di sentire che lui è libero di brillare più forte che può”. 

L’ultimo terribile mese di malattia di Lorenzo era stato alleviato dalle tantissime lettere che erano arrivate da ogni parte d’Italia. L’appello di mamma Francesca era stato salutato da molti italiani come un gesto nobile e generoso. Fra i tanti che avevano scritto a Lorenzo anche alcuni politici come Stefano Bonaccini, il presidente della sua regione, l’Emilia-Romagna: “Caro Lorenzo, sono Stefano e in questo momento mi trovo a ricoprire il ruolo di presidente della Regione Emilia-Romagna. So che stai passando un periodo molto duro, che ti costringe a stare distante dagli amici e dai compagni di scuola, oltre a non permetterti di praticare attività sportiva e divertirti. Deve essere veramente molto difficile. Tua mamma però dice che sei un ragazzo molto coraggioso. Devi aver preso da lei, perché Francesca è una donna molto forte e tenace”. 

Durante i partecipatissimi funerali, un amico di Lorenzo ha raccontato: “Non ricordiamolo per tutte le cose che non siamo riusciti a fare con lui, ma ricordiamolo per tutti i sorrisi che ci ha fatto apparire in volto, ma soprattutto: non scordiamolo mai”. Lorenzo aveva chiesto che il suo funerale fosse una festa: “vita, perché la vita non è tolta, ma trasformata. Gioia di un cammino fatto insieme a tanti, con la mamma e il papà, i fratelli, con gli amici di scuola, lo sport, la musica. Lorenzo, ti ho benedetto prima di morire, ti ho consegnato alla tua mamma, come alla Madonna che ha accolto tra le sue braccia suo figlio”, ha concluso nell’omelia Don Gabriele Riccioni

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