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Enrico Letta a Foggia per sostenere i candidati del Pd. “In Puglia c’è una giusta coesione politica e sociale: ora bisogna portarla nel Paese”

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A Foggia, questa sera, è stato il grande giorno di Enrico Letta, il segretario del Pd arrivato per sostenere i suoi candidati alle politiche del 25 settembre 2025. Ad accoglierlo era presente Raffaele Piemontese, vice-presidente della Regione e candidato alla Camera dei deputati. Per Piemontese, il voto al Pd è un voto dato al territorio, ai tanti impegni già realizzati e da realizzare per valorizzare il Mezzogiorno. 

Accanto a Piemontese c’erano le candidate Teresa CicolellaValentina Lucianetti Francesco Boccia. Per Letta il voto al Pd è un voto al Mezzogiorno che ce la fa. “Grazie Foggia, grazie Raffaele. Questa sera Raffaele ha detto delle cose belle e importanti. Sono qui per salutare i nostri straordinari candidati. Il 25 settembre possiamo cambiare il Paese e lo faremo partendo dalla Puglia e da Foggia. La Puglia, grazie a Raffaele e a Michele Emiliano, sta dando la prova di un Mezzogiorno che ce la fa, che combatte contro le mafie, la criminalità. Un Mezzogiorno che sta attirando nuove attività, opportunità e lavoro. Un Mezzogiorno che la coesione politica e sociale giusta, che dovrebbe coinvolgere con il voto tutto il Paese”. 

Poi i temi: un patto per il Mezzogiorno, la scuola per tutti utile a combattere le disuguaglianze, il PNRR come strumento di sviluppo territoriale e di aiuto per le aziende, salari più forti e meno tasse sul lavoro. Poi i giovani, il tema su cui Letta si è concentrato maggiormente. “Il lavoro è un caposaldo della nostra proposta politica. C’è un problema, soprattutto al Sud, che riguarda il lavoro dei giovani. Il primo lavoro è una lunga teoria di stage finti e gratuiti: noi diciamo basta. Non è possibile continuare a prendere in giro i nostri giovani. Bisogna pagarli con un contratto di primo impiego. Poi servono affitti e mutui agevolati”.

Stare vicino ai ragazzi, dunque, per combattere due problemi: la bassa natalità e l’età media troppo alta di uscita da casa“Il nostro Paese ha due gravi problemi: il primo è la bassa natalità e il secondo è dato da una cifra che è 30. L’età media in cui i giovani lasciano casa dei genitori. Bisogna passare da 30 a 24. Questa è una delle nostre proposte più forti e identitarie”. 

I giovani, ha assicurato il leader dem, devono essere il motore del Paese. Il Pd, per questa campagna elettorale, ci crede.

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