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Energas, “no” anche per CGIL e Flai CGIL

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La realizzazione e l’installazione  deldeposito Energas in zona Santo Spiriticchio a Manfredonia. L’impianto sarà collocato in zona Santo Spiriticchio, nella riviera sud di Manfredonia, dal quale partirà una tubazione verrà interrata, in uno scavo della profondità di 1,5 mt sia sulla terra ferma che sul fondo marino.

Va da sé che scavando un solco di 1,5 mt sul fondale marino, porta una modifica massiccia della biodiversità del nostro mare, che è, tra l’altro, un luogo importante per la riproduzione del pesce.

In merito a tale intervento la Flai Cgil di Foggia è estremamente preoccupata sia per l’impatto ambientale diretto ed indiretto dovuti alla realizzazione di un opera dagli importanti aspetti di forte cemsentificazione dell’area, e dal diretto impatto sulla morfologia e l’ecosistema marino in cui queste opere andranno realizzate.

La Marineria di Manfredonia, tra le mille difficoltà ad oggi è ancora una delle più importanti d’Italia e gli addetti sono decine di centinaia, e molte famiglie  monoredditto riescono con estrema difficolta a raggiungere la fine del mese.

Un azione così forte in un golfo dalle dimensioni modeste, potrebbe provocare l’allontanamento definitivo di alcune specie marine, fondamentali al settore pesca ed a tutto il comparto, ed è comunque negativa anche una valutazione in merito alla possibilità occupazionale dell’intervento, probabilmente escluso una prima parte della realizzazione degli impianti, gli stessi avendo un elevato livello di automazione avranno sicuramente una ricaduta minima sul tessuto sociale, ed anche l’indotto necessario sarà estremamente ridotto.

Politiche di colonizzazione industriali, come queste, in territori che fanno della pesca, dell’agricoltura e del turismo gli elementi caratterizzanti e che andrebbero valorizzati correttamente, cozzano in modo palese con la predisposizione naturale di un territorio come quello di Manfredonia e del Gargano, l’imprenditoria moderna deve confrontarsi con modelli industriali che necessariamente devono integrarsi con il territorio dove operano, gli errori del passato dovrebbero essere sufficienti per evidenziare i danni delle politiche industriali non integrate hanno fatto.

Per quanto detto la Flai di Foggia, ribadisce la posizione assunta con la quale valuta in maniera chiara ed esplicita, che il il gasdotto e deposito nel medio e lungo periodo arrecheranno un danno enorme al comparto Pesca e che invece bisogna investire drasticamente in politiche di sviluppo sostenibili ed integrate territorialmente, e valorizzare i comparti che hanno dimostrato di adeguarsi alle crisi e che comunque pur tra mille difficoltà riescono a fornire economia alle famiglie di Manfredonia, come appunto è la pesca.


In riferimento alla realizzazione del deposito ENERGAS nella riviera sud del Golfo di Manfredonia, la CGIL di Foggia esprime profonda preoccupazione nel metodo e nel merito della scelta che si vuole perseguire.

 

Ancora una volta senza una concertazione con le forze sociali e con le realtà locali vengono calate dall’alto scelte che presumibilmente arrecheranno un grave danno al territorio e ai suoi cittadini.

Infatti si vuole realizzare un deposito di gas liquido tra i più grandi d’Europa (12 serbatoi per 60.000 m³ di gas liquido) in località Santo Spiriticchio nella zona sud di Manfredonia collegato con il Porto industriale con una condotta interrata di 10 (dieci) Km (chilometri) che attraverserà porzioni di territorio e di mare.

 

E’ indubbio che l’opera avrà un impatto ambientale notevole con conseguenze negative su settori trainanti del territorio, come la pesca, l’agricoltura e il turismo. Non si tratta di fare la conta con il manuale “cencelli” sui pro e contro di un insediamento, come propone qualcuno, ma costruire uno sviluppo dell’area, che preveda insediamenti industriali, coerenti e compatibili con le vocazioni territoriali.

 

Le esperienze del passato in Puglia come in Capitanata in tal senso sono lì a testimoniarlo. Ancora oggi non si sono bonificate aree dove si sono costruiti grandi insediamenti produttivi in maniera maldestra e poco lungimirante.

Abbiamo bisogno di costruire armonia sul territorio e non paradossi.

 

Le azioni di sviluppo devono partire dal basso, lavoratori e cittadini in una logica democratica devono poter essere artefici del proprio divenire. Per questi motivi la CGIL di Foggia si pronuncia per il NO al Referendum e nel contempo invita tutti i soggetti, Istituzioni e Forze Sociali ad aprire una discussione seria sul modello e sulle scelte per lo sviluppo di Manfredonia e della Capitanata per non sottostare a ricatti occupazionali e rispondere ai problemi sociali.

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Redazione

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