Manfredonia

Emergenza sanitaria a Manfredonia: quasi 1.000 Bambini senza pediatra, l’appello di una madre

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“Non posso nominare il pediatra per il mio bimbo di appena due mesi perché tutti i posti sono pieni“. Inizia così l’amara segnalazione giunta alla redazione de ilsipontino.net da parte di una giovane mamma di Manfredonia. Una lettera che porta alla luce un dramma silenzioso ma sempre più pressante per centinaia di famiglie del territorio, costrette a fare i conti con un sistema sanitario locale al collasso.

Il problema non è purtroppo una novità per la città del golfo e si trascina ormai da diversi mesi. La miccia di questa emergenza è stata innescata dal pensionamento di due storici pediatri manfredoniani. A fronte di questo doppio vuoto, le istituzioni sanitarie hanno provveduto all’inserimento di un solo specialista in sostituzione.

Considerando che la normativa prevede un limite massimo di 1.000 pazienti per ogni medico, la matematica restituisce un quadro allarmante: all’appello manca letteralmente un intero bacino di utenza. Il risultato è che oggi, a Manfredonia, ci sono circa 1.000 bambini – tra cui neonati che necessitano di visite di controllo cruciali per i primi mesi di vita – che non possono avere un pediatra di libera scelta assegnato.

Le conseguenze per i genitori sono pesanti. Di fronte a questo vuoto, molte famiglie sono costrette a ripiegare su visite specialistiche private. Tuttavia, è evidente che non tutti possono permettersi di pagare di tasca propria per un diritto fondamentale che dovrebbe essere garantito dallo Stato. Questa situazione rischia di creare una grave disparità sociale, lasciando le fasce economicamente più deboli senza un punto di riferimento medico costante per i propri figli.

A cercare di tamponare la situazione ci sono i presidi ospedalieri territoriali. Manfredonia dispone infatti di un reparto di Pediatria presso l’Ospedale “San Camillo de Lellis”, punto di riferimento per il ricovero e le cure sul territorio. Inoltre, per tutte le necessità sanitarie non differibili che si presentano nel fine settimana, è attivo lo SCAP (Servizio di Consulenza Ambulatoriale Pediatrica). Questo fondamentale servizio è operativo tutti i giorni prefestivi e festivi, dalle ore 8:00 alle ore 20:00. L’accesso ambulatoriale permette ai genitori di far visitare i bambini senza gravare impropriamente sul Pronto Soccorso.

Tuttavia, bisogna ricordare che l’ospedale e lo SCAP sono pensati rispettivamente per le patologie acute e per le urgenze del weekend. Non possono, per loro stessa natura, sostituire il prezioso lavoro di continuità assistenziale, monitoraggio dello sviluppo psico-fisico e prevenzione svolto quotidianamente dal pediatra di base.

L’appello di questa madre non è solo lo sfogo per un disagio personale, ma il grido d’allarme di un’intera comunità. Una situazione insostenibile che richiede un intervento rapido e risolutivo da parte dell’ASL locale e delle istituzioni competenti, per colmare questo vuoto in organico e garantire a tutti i neonati e ai bambini il sacrosanto diritto alla salute.

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