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Don Antonio Mazzi: quando e dove si terranno i funerali del fondatore di Exodus

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Milano si prepara a salutare Don Antonio Mazzi, figura amatissima e punto di riferimento per generazioni di giovani, educatori e volontari. La città ha proclamato il lutto cittadino e si stringe attorno alla comunità Exodus, che lui stesso aveva fondato oltre quarant’anni fa. Le esequie sono state fissate per lunedì 3 agosto, mentre la camera ardente è già stata allestita nella sede storica della comunità, nel cuore del Parco Lambro.

Ma dove si terrà la cerimonia? Quali saranno i momenti dedicati all’ultimo saluto? E come si svolgerà la tumulazione?

Funerali di Don Antonio Mazzi: data, orario e luogo della cerimonia

I funerali di Don Antonio Mazzi si terranno lunedì 3 agosto, alle 15, nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano. Una scelta che non sorprende: Sant’Ambrogio è una delle chiese più simboliche della città, luogo di spiritualità e storia, e rappresenta un contesto perfetto per salutare un sacerdote che ha dedicato la vita agli ultimi, ai giovani in difficoltà e a chi aveva bisogno di una seconda possibilità.

Il sindaco Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino per la giornata delle esequie. La bandiera civica sarà esposta a mezz’asta in tutte le sedi comunali, un gesto che sottolinea quanto Don Mazzi fosse considerato una delle anime più autentiche di Milano. La città lo ricorda come un uomo capace di unire fede, impegno sociale e una visione sempre rivolta al futuro, anche quando parlava dei suoi “ragazzi difficili”.

La cerimonia non sarà formale: la Fondazione Exodus ha già annunciato che sarà una liturgia viva, animata da canti, musica e testimonianze dei giovani e degli educatori delle comunità presenti in Italia e nel mondo. Un saluto che rispecchia perfettamente lo spirito di Don Mazzi, che amava definire sé stesso un “prete matto, borderline”, sempre pronto a rompere gli schemi pur di restituire speranza a chi l’aveva perduta.

Camera ardente alla Cascina Molino Torrette: dove e quando sarà possibile salutare Don Mazzi

Prima dei funerali, la città avrà modo di rendere omaggio a Don Mazzi attraverso la camera ardente, allestita nella Cascina Molino Torrette, sede storica di Exodus nel Parco Lambro. Un luogo che non è stato scelto a caso: è lì che Don Mazzi ha costruito la sua missione, accogliendo giovani, creando percorsi di recupero e trasformando un’area periferica in un simbolo di rinascita.

La camera ardente è aperta:

  • sabato 1 agosto, dalle 17 alle 20
  • domenica 2 agosto, dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20

La comunità Exodus ha raccontato che Don Mazzi è morto proprio nella sua casa all’interno del Parco Lambro, circondato fino all’ultimo dai suoi ragazzi e dagli educatori. Un dettaglio che rende ancora più significativo il luogo scelto per l’ultimo saluto pubblico.

La decisione del Comune di Milano di proclamare il lutto cittadino conferma quanto Don Mazzi fosse radicato nel tessuto sociale della città. Il suo lavoro, iniziato oltre quarant’anni fa, ha cambiato la vita di migliaia di giovani, offrendo percorsi di recupero, reinserimento e accompagnamento. La rete Exodus, oggi attiva in tutta Italia, è la testimonianza concreta di un impegno che non si è mai fermato.

La tumulazione privata e il ricordo delle istituzioni: dove riposerà

Dopo la cerimonia a Sant’Ambrogio, la salma di Don Antonio Mazzi sarà trasferita per la tumulazione privata presso l’Abbazia di Maguzzano, in provincia di Brescia, nel cimitero dell’Opera don Giovanni Calabria. Una scelta che rispecchia la volontà della comunità e della famiglia di mantenere un momento di raccoglimento più intimo, lontano dai riflettori.

Il cordoglio è arrivato da ogni parte d’Italia. Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha parlato di “un uomo straordinario”, mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato la sua testimonianza “vigorosa e coraggiosa”. Messaggi sono arrivati anche dal mondo politico, da Matteo Salvini a Elly Schlein, da Maurizio Lupi a Letizia Moratti, oltre che da numerosi volti dello spettacolo che lo avevano avuto come ospite e amico.

La comunità Exodus ha promesso che ai funerali “si farà festa”, proprio come avrebbe voluto lui. Non un addio rassegnato, ma un momento di gratitudine per una vita spesa a restituire futuro a chi rischiava di perderlo. Il suo ultimo messaggio, ricordato dalla storica collaboratrice Cristina Mazza, è un invito che oggi suona ancora più forte: “I sogni sono sempre giovani. Non dobbiamo mai smettere di sognare.”

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