
FOGGIA – Da qualche anno l’azienda Rosso Gargano ha scalato i vertici delle aziende di Passate, Pelati e Pomodori italiane. Quasi 20 anni fa era un’azienda nata da un’insieme di produttori associati, ed ora è tra le aziende più floride della Provincia di Foggia con un fatturato nell’ultimo anno di 83 Milioni di euro ed un utile di 4,5 milioni di euro. Un primato nel campo dei pomodori che fino a pochi anni fa era ad appannaggio esclusivo di aziende campane e dell’Emilia Romagna. E pensare che la provincia di Foggia è il cuore pulsante del pomodoro europeo, da sola gestisce oltre il 50% della produzione italiana. E se restringiamo il campo al pomodoro da industria ossia quello destinato a pelati, passate e sughi, si producono in capitanata 1,4 milioni di tonnellate annui. Dati pazzeschi che giustificano la nascita negli ultimi decessi nell’area di Foggia di due colossi della lavorazione del pomodoro come Rosso Gargano e come Princes anch’essa passata recentemente dal fondo giapponese Mitsubishi nelle mani del gruppo campano Newlat Food S.p.A. (che pochi mesi fa ha anche acquistato Carrefour Italia).
Secondo dati acquisiti in queste ore dalla redazione de ilsipontino.net sarebbe in corso una intensa trattativa tra il gruppo della pasta abruzzese De Cecco per l’cquisizione della Rosso Gargano.
L’operazione vedrebbe il gruppo di Fara San Martino che attualmente è il terzo produttore mondiale di pasta con un giro d’affari stimato intorno ai 680 milioni di euro, assorbire una delle realtà più rappresentative della filiera del pomodoro del sud Italia.
La Rosso Gargano, con sede operativa nella zona ASI di Foggia Incoronata, è nata come un virtuoso progetto di filiera corta: un consorzio di agricoltori uniti per coltivare, raccogliere e trasformare il pomodoro pugliese a pochissimi chilometri dai campi, garantendo freschezza e tracciabilità. L’acquisizione da parte di un gigante internazionale come De Cecco rappresenterebbe per il marchio foggiano una forte spinta espansiva sui mercati esteri, segnando tuttavia un passaggio di proprietà storico per il territorio.
Secondo i ben informati il fondatore e patron Domenico Demaio affiancanto da numerosi soci che compongono la compagine sociale del gruppo agroalimentare starebbe seriamente pensando alla cessione per poter dare quell’impulso finanziario alla propria azienda che la spingerebbe verso nuove opportunità e nuovi mercati che probabilmente al momento non riuscirebbe da sola a supportare.
La Rosso Gargano è in fortissima espansione con un fatturato in aumento che nel 2024 si attestava sui 72 milioni di euro, segnando già un +8% rispetto all’anno precedente. Che nel 2025 ha superato gli 83 milioni di euro. A trainare questa crescita vi è non solo il consolidamento sul mercato interno, spinto dal recente ingresso nel redditizio settore dei sughi pronti, ma anche una fortissima propensione all’export, che oggi pesa per circa il 50% dei volumi di affari (con Giappone, Canada e Stati Uniti tra i principali estimatori).
De Cecco pronta a comprare la Rosso Gargano, i dubbi e le potenzialità
La famosa azienda di pasta De Cecco che ha nel suo paniere oltre alla pasta anche Pomodoro e Olio ha tutto l’interesse ad acquisire un’azienda cosi radicata nella produzione. Si garantirebbe direttamente un Controllo della filiera olter ad un approvvigionamento diretto e sicuro di pomodoro 100% italiano, fondamentale per espandere e sostenere la linea di sughi e passate anche a marchio De Cecco. Affiancando ad un marchio cosi forte per la pasta anche un marchio di pomodori riconosciuto per la qualità come Rosso Gargano, la De Cecco si garantirebbe un connubio vincente a scaffale.
De Cecco pronta a comprare la Rosso Gargano e se da un lato c’è euforia per la notizia, dall’altro c’è ovviamente timore e attenzione per le garanzie sul fronte occupazionale e se l’ingresso del Gruppo De Cecco porterà a un potenziamento infrastrutturale degli stabilimenti dell’area industriale di Incoronata o ad un ridimensionamento.
In attesa dei comunicati ufficiali che sanciscano i dettagli e la chiusura definitiva dell’accordo, il mercato osserva da vicino questa manovra, destinata a essere una delle operazioni finanziarie più rilevanti dell’anno nel comparto agroalimentare italiano.



