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Dante, il figlio di Elio delle Storie Tese: “Fiero di essere autistico. Rispettate gli autistici”

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Una storia bella ha emozionato il web in questi giorni. Il protagonista è stato Dante, il figlio di Elio, il frontman delle Storie Tese. Durante il “Concertozzo” a Bergamo della band è salito sul palco il figlio di Elio che ha chiesto una piccola cosa. Si è presentato e ha raccontato la sua storia. “Il mio nome è Dante, il cognome è Bellisari ma, vabbè, a nessuno interessa, e sì, sono autistico e ne vado fiero”. Poi il suo appello: “Godetevi lo spettacolo, vi lascio in pace, ma per favore rispettate tutte le persone autistiche”. 

La presenza di Dante sul palco non è casuale. Durante il concerto, infatti, è stato presentato il progetto di Nico Acampora, creatore di Pizzaut, una pizzeria gestita da ragazzi autistici. Dante, il figlio di Elio, è uno degli aiutanti di questa bella realtà. Elio, Dante e Nino si sono incontrati in questo concerto per celebrare la fine della sfiga, ovvero il Covid-19, a suon di musica. In una pausa del concerto si è parlato di cucina come riscatto e valorizzazione delle persone autistiche. 

Il progetto, ambizioso e solidale, vuole avviare un progetto di inclusione sociale attraverso la realizzazione di un locale gestito da ragazzi con autismo. “Qui i ragazzi con disturbi dello spettro autistico lavorano in cucina e fra i tavoli, e si dividono fra pizzeria (anche gourmet), friggitoria, preparazione di dolci, catering e postazione mobile”, ha dichiarato Acampora. 

Una storia positiva e un gesto, quello di Dante, totalmente spontaneo e bello. Il giornalista Gianluca Nicoletti, che si è spesso occupato di questi temi, sul quotidiano La Stampa ha scritto: “Potrò dirmi soddisfatto il giorno che non sarà più una notizia un personaggio noto che ha un figlio autistico. Ancora ce ne stanno tanti che lo tengono nascosto, forse per paura che quella loro progenie dal cervello fuori standard possa nuocere alla loro carriera, per questo dirò che Dante Belisari è stato un grande: viva Dante”. 

Per Nicoletti, il gesto di Dante sarà una sorta di riscatto per tutte quelle persone autistiche che vivono nella nostra società come fantasmi. “Una generazione di futuri fantasmi, ora però potranno vedere in Dante il loro possibile riscatto. A lui per essere felice e sentirsi parte dell’umanità basterà una pala per informare pizza, a mio figlio colori e pennelli, ad altri un bidone da usare come tamburo. Nessuno chiede che si aprano le università ai nostri figli. Ci basta che riescano ad essere allegri come Dante. Il resto tenetevelo”. 

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